«Lady Oscar, per le donne modello di coraggio e lealtà nel mondo maschile»

Lunghi capelli biondi, fisico slanciato, occhi azzurri, una bellezza unica e leale coraggio. Chi sarà? Lady Oscar, un mito per molti adulti di oggi cresciuti negli anni ’80.
Oscar è la protagonista del libro «Lady dal fiocco blu? Cinquant’anni con Oscar» di Silvia Stucchi (Graphe.it, 154 pagine, 13.50 euro), docente di latino, che ha scritto questo dettagliato e accurato saggio non solo per il mezzo secolo di vita del manga, ma pure per i 40 anni dell’anime televisivo. La Stucchi, appassionata del personaggio di Oscar e del suo mondo, ha deciso di scrivere questo testo per dare forma concreta a tutto quello che ha raccolto e sedimentato nel corso degli anni sull’argomento. Ne abbiamo parlato con l’autrice.

Perché un libro su Oscar e cosa piace di lei e del suo mondo?
Fare un libro su Oscar era importante, perché lei è diventata un’icona e, alla fine degli anni 70, è l’immagine di una donna che resta donna con i sentimenti e le contraddizioni che la animano e che vive in un mondo maschile. Oscar piace perché in principio è vittima delle decisioni altrui, soprattutto del padre, poi sceglie in modo autonomo di fare quello che la anima intimamente e che la porta ad agire sempre in modo leale, corretto e lineare. Lei è il modello del cavaliere senza macchie e senza paure, declinato al femminile.
La serie tv piace in quanto è una di quelle in cui il disegno raggiunge vette alte, ma anche l’ambientazione storica è dettagliata, nonostante ci siano piccoli anacronismi, necessari a rendere il tutto più comprensibile ai fruitori. Il linguaggio è accuratissimo dal punto di vista lessicale, come studiati nel minimo dettaglio sono anche il doppiaggio e la colonna sonora.
In cosa è diverso l’anime televisivo dal manga?
L’adattamento tv ha molto asciugato la storia del manga, i 40 episodi sono pochi per lo standard produttivo giapponese, ed è certo che la serie tv ha reso la vicenda più tragica e i conflitti più radicali. Per esempio ci sono momenti come il rifiuto di Oscar di indossare la divisa a 14 anni, presente solo nella serie tv, mentre nel manga Oscar è felicissima di farlo.
Nell’anime ci sono anche momenti creati ad hoc o nuovi come quello del duello con il duca di Germain, che nel manga ha un altro nome e non combatte contro Oscar, o il colloquio notturno tra Oscar e André, che è una sorta di testamento poetico di stile molto "montaliano", se lo si ascolta bene. Anche il finale della serie tv è più drammatico e in esso si accentua la libertà di decisione di André, che decide volontariamente di fare il Cavaliere Nero e di entrare nei soldati della guardia dimostrando di essere un uomo libero e di scegliere in modo autonomo della propria vita. Nel manga, la prima scelta è imposta a André da Oscar, la seconda dal padre di lei.
Perché tanto dramma in Oscar?
Non sono esperta di manga, e non so di preciso se ci siano dei codici tipici del genere, ma nell’anime tutti i siparietti comici presenti nel manga spariscono. Tutto diventa composto, austero e drammatico. Oscar nella serie tv ride pochissimo. Dezaki era un grande regista che drammatizzava molto, la tragicità era una caratteristica dei personaggi che dovevano soffrire tanto e non a caso Oscar muore prima del crollo della Bastiglia, la sua scomparsa è immediata e inaspettata.
L’anime è drammatico, è un prodotto alla pari, se non superiore ai film, ed è così tragico perché non era nato per bambini, ma per adolescenti. Lo stesso cartone animato è molto più drammatico dell’adattamento filmico del 1979 che è un insieme di eventi e sequenze slegate, dove l’emotività e l’indagine psicologica scompaiono del tutto.
Quanto è consapevole Oscar di essere donna?
Oscar, anche se veste un’uniforme e svolge un lavoro prettamente maschile, è una donna, ed è completamente consapevole del suo essere tale, lo è in ogni singolo momento. Tutti sono coscienti di chi è Oscar, anche se è sempre vestita da uomo. Tanto è vero che ogni scelta messa in atto da Oscar, è sempre una scelta svolta seguendo il suo cuore di donna.
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