Morire, scrive Ines Testoni «è il compito più difficile che spetta a ognuno di noi». Un compito inevitabile, al quale tuttavia arriviamo sempre più impreparati, perché la società occidentale ha trasformato la morte in un «fantasma indicibile».
«Ci manca un linguaggio per definire che cosa accade quando, in questo spazio di diffuso benessere, infine comunque si deve morire». La studiosa bresciana - docente di Psicologia sociale all’Università di Padova, dove dirige il master in «Death Studies and the End of Life» - racconta come l’umanità si avvicina a questo momento di passaggio in un volume ricco di riferimenti all’antropologia, la psicoanalisi, la filosofia, la religione, la storia, l’attualità: «Il grande libro della morte. Miti e riti dalla preistoria ai cyborg» (il Saggiatore, 376 pagine, 25 euro).



