Col passar del tempo si finisce per diventare i monumenti di se stessi, ma Pascoli fu molto di più dell’introverso verseggiatore che abbiamo immaginato a scuola: un mondo emerge, infatti, anche dalla sua corrispondenza bresciana.
C’è una geografia sentimentale fatta di persone e luoghi che lega questo poeta alla nostra città e alla sua provincia: «Il Maestro amava ardentemente la città di Tito Speri» ricordava un articolo della Provincia di Brescia dell’aprile 1912. Sentimento, peraltro, ricambiato. Allievi, amicizie significative ed, anche, un’incidente diplomatico: diverse le occasioni in cui Pascoli si rapportò con la nostra terra. Ad esempio, sulla Sentinella Bresciana la cronaca della sua scomparsa - di cui si ricordano in questo 2022 i 110 anni - è di Lorenzo Gigli, un ex studente.



