La banda dove i musicisti suonano strumenti speciali, solo muovendo testa e occhi

Quando la tecnologia si sposa all’umanità, scatta il miracolo. Lo vede accadere ogni volta Manuele Maestri, musicista di Venezia che ha fondato «Musica senza confini», un progetto per far suonare chiunque, senza limitazioni di sorta. Maestri ha anche inventato alcuni strumenti particolari destinati a musicisti speciali. La band della Uilm di Bolzano The Rolling Wheels, che lui segue da tre anni, ha realizzato nei giorni scorsi a Desenzano un gemellaggio con la Scuola di Musica del Garda di Alberto Cavoli e registrato insieme all’Orchestra Giovanile della scuola due brani («What’s love» di Tina Turner e «Another day in Paradise» di Phil Collins) a breve disponibili sui social.
The Rolling Wheels è formata da ragazzi con disabilità fisica e cognitiva. Maestri non pratica musicoterapia, ma «produzione e performance musicale inclusiva», «un’esecuzione capace di sollecitare nell’ascoltatore commozione ed empatia, ritmo, coinvolgimento. Per toccare le corde del cuore», spiega.
Come è nata l’idea di una «musica per tutti»?
Nella band in cui suonavo, la cantante era la madre di due ragazzi disabili che, al termine dei concerti, ci chiedevano sempre di provare gli strumenti (con ovvie difficoltà). Così ho iniziato a cercare qualcosa per loro. Da lì è iniziata questa avventura. È una ricerca ininterrotta, perché occorre trovare ogni volta soluzioni diverse e pertinenti.
Ci può descrivere i suoi strumenti?
Nell’armonica a bocca e flauto si espira e inspira da un beccuccio, e con i movimenti orizzontali e verticali della testa si decide l’altezza del suono (le note). «Easy play guitar» è una vera chitarra elettrica, con quattro bottoni colorati applicati sul manico: pigiandoli si realizzano accordi diversi. Il microfono a ultrasuoni proietta una tastiera verticale invisibile e funziona come un sonar, sul modello dell’antico Theremin, il primo esemplare a non prevedere il contatto fisico fra esecutore e strumento: è in grado di leggere la distanza che c’è tra il suo sensore e l’ostacolo, e ciò permette di suonare a un tetraplegico che riesca a muovere le braccia ma non le dita delle mani.
E chi proprio non si può muovere?
Per le persone che possono comunicare solo tramite puntatore oculare o che comandano una carrozzina elettrica tramite joystick, utilizzo «Inclusive midi controller» un software realizzato in collaborazione con Audio Modeling. Lo schermo del pc viene suddiviso da 6 a 12 riquadri ai quali sono collegate note o accordi. Sara, una ragazza di 24 anni affetta da atrofia muscolare spinale (Sma1), costretta a letto fin dalla nascita, ha eseguito con gli occhi «Strada facendo» di Baglioni; ha una forza di volontà immensa e un caratterino pungente: «Sono sdraiata, mica sto dormendo», è solita dire a chi entra nella sua stanza come se lei non ci fosse. Mi piace citare anche il sostegno e la collaborazione di importanti artisti come Mogol, Eros Ramazzotti, Jovanotti, Mauro Biondi, Paola Folli, Danilo Minotti, Jean–Paul Maunick, Francis Hylton, fra gli altri.
Alberto Cavoli, com’è stata l’esperienza?
Con i ragazzi di Maestri, abbiamo condiviso il linguaggio dei suoni, via privilegiata per la giungere alla bellezza, alla consapevolezza, alla gioia. Miriamo alla costruzione di terreni di pace e desideriamo incontrare uomini appassionati. Ci siamo scoperti tutti speciali, perché speciale è la musica: energia che abbatte barriere e ostacoli.
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