Jun Lancini, da Rezzato a Sandokan (anche) grazie al Kendo: «Un sogno»
Per Jun Lancini il sacro fuoco per la settima arte, il cinema, non è stato un colpo di fulmine, ma una passione maturata nel tempo. Venticinque anni, una vita trascorsa in gran parte a Rezzato, dove vive la sua famiglia, Jun ha visto riaccendersi con forza questo richiamo grazie alla sua partecipazione alla serie evento Sandokan, andata in onda su Rai 1 lo scorso dicembre e tuttora disponibile su Raiplay; un’esperienza che per lui resterà indimenticabile.
Nella serie, il giovane rezzatese interpreta il Visir del Brunei, personaggio chiave e ambiguo, braccio destro del crudele sultano Muda Hashim, interpretato dall’attore britannico Matt McCooey. Un ruolo arrivato in modo inaspettato; come racconta lo stesso Lancini, «la parte mi è stata affidata direttamente, senza sostenere alcun provino, nonostante ne avessi preparati due, uno come una guardia del sultano e l’altro come un saggio». A convincere il casting director sono stati un duello di spada, che poi lo ha visto protagonista nel finale con Sandokan, così come i suoi tratti somatici asiatici: due elementi distintivi che appartengono alla sua storia familiare.
Jun è infatti figlio d’arte, seppur in un ambito diverso da quello cinematografico. Il padre, Livio Lancini, è commissario tecnico della nazionale italiana di Kendo, l’antica arte marziale che affonda le radici nella scherma dei samurai giapponesi, nonché fondatore della scuola Kendo Seichudo Asd di San Zeno Naviglio. Un percorso di alto livello, che ha regalato all’Italia successi internazionali, condivisi con la moglie Yunsook Ma, di origine coreana, sua assistente.
Tra Oriente e Occidente
Cresciuto respirando disciplina e cultura orientale – Jun oltre all’italiano e all’inglese parla il coreano – il giovane ha maturato un bagaglio che si riflette nel lavoro davanti alla macchina da presa.
Il suo sogno di diventare attore è nato da un momento di incertezza sul suo futuro, nel corso dell’anno sabbatico che – subito dopo la maturità scientifica conseguita al cittadino liceo Copernico – ha trascorso in Corea per perfezionare la lingua di sua madre. Proprio nella penisola asiatica, nel periodo della pandemia, Jun ha scoperto la sua vena artistica grazie a un corso di recitazione proposto da una delle numerose agenzie di talent del Paese. «Lì – racconta – ho deciso di ascoltare il richiamo che mi risuonava da anni». Fondamentale anche il consiglio di un’amica di famiglia, ora sua agente cinematografica, che al suo rientro in Italia lo ha indirizzato a Roma, dove il rezzatese ha iniziato un cammino non semplice ma decisivo.
Negli anni successivi, le prime esperienze professionali: la seconda stagione di Gangs of Milano - Le nuove storie del Blocco, dove ha interpretato un boss mafioso cinese recitando in lingua, seguita da piccole partecipazioni in Vita da Carlo e Anni da cane. È però quello rivestito in Sandokan il ruolo ad oggi più importante in carriera. La serie, destinata anche al pubblico internazionale con il lancio su Netflix America, potrebbe offrirgli una visibilità più ampia e nuove opportunità, soprattutto nel mercato statunitense, dove spera di non essere confinato in ruoli legati ai suoi lineamenti asiatici. Anche perché Jun si sente italiano.
Red carpet
Intanto, restano indimenticabili l’emozione del red carpet alla Festa del cinema di Roma e l’esperienza sul set, dove ha stretto amicizia con diversi membri del cast, tra cui Madeleine Price (che interpreta Sani) e John Hannah (sergente Murray), che Jun definisce «di una dolcezza e disponibilità rare». Più defilati Alessandro Preziosi (Yanez) ed Ed Westwick (Brooke), spesso appartati fuori dalle scene.
Oggi il percorso di Jun Lancini prosegue tra provini e studio all’accademia di Elisa Di Eusanio e Andrea Lolli. «Essere attori – conclude – richiede gran preparazione. È un viaggio introspettivo: più conosci te stesso, più diventi bravo».
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