Cultura

«Io, ex capitana racconto il volley e dico ai ragazzi: seguite i sogni»

Laura Ogna
La star della Nazionale Myriam Sylla è autrice con la scrittrice bresciana di una serie per ragazzi
Myriam Sylla con i libri dedicati alla pallavolo scritti con la bresciana Annalisa Strada - Foto tratta da Facebook
Myriam Sylla con i libri dedicati alla pallavolo scritti con la bresciana Annalisa Strada - Foto tratta da Facebook
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Da capitana a narratrice: Myriam Sylla, star della Nazionale italiana Femminile di volley, scende in campo con una nuova serie di libri dedicata alla pallavolo, lo sport femminile più giocato in Italia, e pensata per i giovani lettori. L’esordio nella letteratura arriva con un progetto firmato a quattro mani con la bresciana Annalisa Strada, tra le autrici più amate della letteratura per ragazzi, e collaboratrice del nostro giornale.

«Dream Volley» è il titolo della nuova serie e sono due i libri arrivati in questi giorni nelle librerie, «Forza, vola... vai!» e «Una squadra da salvare» (entrambi Il Castoro, 12,50 euro) ed è atteso già per settembre il terzo volume.

«Le protagoniste delle storie - racconta Annalisa Strada - sono Caterina, Elisa e Victoria, tre dodicenni che si destreggiano tra la famiglia, la scuola, gli amici, le prime cotte, e le mille avventure e disavventure del quotidiano. In ogni storia, soprattutto, c’è la pallavolo fatta di gioco, divertimento, sfide e spirito di gruppo. La voce narrante è quella di Caterina, che ha smesso di fare danza, e quasi per caso, approda alla pallavolo, anche grazie al carisma di Elisa, sua compagna di classe, che è la capitana della squadra delle Dream Volley».

Come è stato lavorare a quattro mani a questo progetto?

È stata una bellissima esperienza - spiega Strada - insieme ci siamo divertite a costruire le storie, e un po’, devo dire, Elisa, la capitana del Dream Volley, assomiglia a Myriam.

Oltre alla storia - aggiunge Myriam Sylla - abbiamo scelto di inserire anche tanti consigli per chi gioca a pallavolo o anche per chi vorrebbe iniziare. Al termine di ogni libro, nella sezione i “Consigli della Campionessa” ho cercato di dare alle lettrici alcune dritte per vivere meglio dentro e fuori dal campo, svelo come ho iniziato io a giocare, come ho scoperto il mio talento, rivelo anche qualche segreto e suggerisco delle parole chiave. Nel primo libro, ad esempio, ho scelto le parole rispetto, umiltà, coraggio, empatia: ingredienti indispensabili dello spirito di squadra. Mentre nel secondo si parla di costanza, impegno e coraggio.

Myriam, in questa serie, quali valori hai cercato di trasmettere alle giovani lettrici?

Quelli in cui credo e che hanno un ruolo molto importante anche nella mia vita: l’amore, l’amicizia, la passione per lo sport, il rispetto e l'umiltà. Penso che tramite lo sport, la pallavolo in particolare, ci siano insegnamenti che possono essere tradotti perfettamente nella vita reale: il lavoro di squadra, il rispetto del compagno, la collaborazione e la disponibilità sopra a ogni cosa. E la lezione importantissima che per raggiungere un obiettivo serve unire le forze, rispettando il proprio compagno e l’atleta che è. Io credo che se questi valori fossero davvero portati nella vita reale, contribuirebbe a rendere le persone responsabili e più solide, con rispetto di se stesse e anche degli altri.

Quale suggerimento daresti ad una ragazza che sogna di diventare un giorno una campionessa come te?

Il consiglio che darei, e che forse avrei voluto ricevere anch’io, è che non si deve somigliare o diventare come il proprio idolo di riferimento. Posso scopiazzare qualcosa, ma sono e resto comunque sempre me stessa, Myriam. Non ho mai smesso di seguire il mio sogno, questo fuoco, questo desiderio che ho e che ho sempre avuto non si è mai spento. Anzi, mi sono sempre divertita nel mio percorso e - questa è la cosa più importante - l’ho fatto perché lo volevo davvero ed era un mio desiderio. Quindi, se inseguire il tuo sogno ti fa divertire e ti fa sognare a occhi aperti, io credo che sia la cosa giusta da fare. Senza cercare di essere qualcun altro ma cercando di essere se stessi: questo è un po’ quello che direi e che avrei voluto mi fosse detto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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