Musica alveolare, amniotica, astrale: si respira, si galleggia, si esplora. Accade con i suoni del chitarrista Luca Formentini, imprenditore chitarrista e compositore vignaiolo (al Podere Selva Capuzza, 250mila bottiglie, 40 ettari di viti, bosco, oliveti, tartufaie). È appena uscito «Réverie», il suo ultimo cd (Dark Companion Records), insieme al trombettista Markus Stockhausen, registrato nella sua tenuta di Desenzano, in un labirintico scantinato nascosto tra fusti preziosi e bottiglie pregiate. «Markus è un amico caro, una persona di grande sensibilità, ampiezza culturale e spirituale - racconta Formentini -. Con lui si lavora senza lavorare: la pura gioia del suonare assieme, felicità sempre più rara, anche fra artisti».
Niente a che vedere con le «follie» del padre Karlheinz?
«Markus mi trasmette pace. Abbiamo suonato in situazioni disparate: dai boschi alle montagne del nostro primo concerto (per i Suoni delle Dolomiti), dalle grandi chiese in Germania ai festival, con danzatori e performer visuali. Suoniamo liberamente, senza riferimenti, in modo intuitivo; una improvvisazione, che di fatto è una composizione in tempo reale. La stessa modalità che adottiamo quando dialoghiamo con qualcuno: facciamo domande o rispondiamo, e- sprimiamo il nostro pensiero, riflettiamo mentre ascoltiamo. Io e lui ci lasciamo portare dal flusso: incontriamo quello che non si sarebbe potuto prevedere e arriviamo dove non sarebbe stato possibile camminando da soli. Conosciamo l’altro e noi stessi».



