Paradossale, irriverente, fuori da ogni schema. Lontano anni luce dagli stilemi della comicità all’italiana, così come dalle battute facili, scontate. Valerio Lundini fa il suo ingresso sul palco del Gran Teatro Morato di Brescia, una mezz’ora buona dopo l’inizio previsto dello spettacolo, perché le operazioni di controllo di documenti e Green pass creano code, lunghe da smaltire. Lo fa davanti ad una platea numerosa, nonostante l’escalation dei contagi, che si fa sentire anche negli ambienti dello spettacolo dal vivo. Quella pandemia, cui il comico fa riferimento più volte nell’arco della serata.
Il pubblico lo accoglie con grande calore: Lundini è a Brescia per presentare «Il mansplaining spiegato a mia figlia», tour nei teatri (recupero dello spettacolo che a Brescia avrebbe dovuto andare in scena lo scorso 4 dicembre), scritto, diretto e interpretato dallo stesso artista romano, personaggio dell’anno acclamato dalla critica, dopo il successo in seconda serata su Rai2, con le interviste di «Una Pezza di Lundini» e dopo il tutto esaurito nelle 24 tappe di tour estivo.


