«A proposito dell’h per s è necessario notare che col forestiero borghese si cerca di evitare l’h. Un uomo e una donna, fermatisi davanti al mio albergo, vedendo alla finestra mia moglie, evitavano il suono h. Ma accaloratasi la discussione fino al litigio, ambedue perdettero ogni ritegno, e allora piovvero gli h senza fine e gli s furono sommersi completamente...».
L’annotazione - sorridente e delicata - è di Ugo Pellis, che nel 1937 condusse a Sale Marasino una rilevazione per l’Atlante linguistico italiano registrando un «dialetto rustico» fitto di s aspirate, ben distinguibile dal «dialetto borghese» di città o di Iseo.



