Un mare di pecore, che si muovono come onde fino a riempire lo schermo. È un colpo d’occhio mozzafiato, catturato dalle inquadrature de «I làder de èrba», il nuovo documentario di Luca Rabotti. Il giovane regista bresciano, dopo essersi confrontato con il bianco e nero introspettivo dell’apprezzato lungometraggio d’esordio «Squilibrio», questa volta si misura con i colori avvolgenti degli spazi naturali incontaminati (valorizzati dalla fotografia curata da Gaia Panigalli) e osserva con vibrante stupore la tradizione della transumanza. A guidare il flusso di oltre un migliaio di ovini sono solo pochi pastori, alcuni già temprati dall’esperienza, altri giovanissimi affascinati da un mondo che stanno iniziando a scoprire.
Giornata della Terra, ecco «I làder de èrba» di Luca Rabotti
Il giovane regista bresciano osserva e racconta in un documentario la tradizione della transumanza

Un frame del doc di Rabotti, coadiuvato da Gaia Panigalli
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia


