L’incontro con Gad Lerner in un tendone stracolmo di pubblico ha chiuso nel migliore dei modi un’edizione da record della Rassegna della MicroEditoria di Chiari, che ha visto 13mila persone passare dagli stand agli incontri negli spazi di villa Morando. Lerner ha dialogato con Alex Corlazzoli, concentrandosi inevitabilmente sull’attualità: il terribile massacro di inermi compiuto da Hamas il 7 ottobre e la risposta militare di Israele che sta facendo a Gaza anche migliaia di vittime civili.
Nato a Beirut da una famiglia ebraica, critico verso la politica del premier israeliano Netanyahu, il giornalista non ha nascosto il suo «sentimento di lacerazione, di fronte a fatti peggiori di quanto avremmo potuto immaginare: il sangue sparso da Hamas, un crimine contro l’umanità, e il seguito che dura da un mese intero. Mi confronto con il mio senso di appartenenza: gran parte della nostra famiglia vive in Israele, il versante paterno vide i nonni partire da Leopoli; chi era rimasto in Europa li considerava dei matti, ma quelli che non partirono sono stati tutti massacrati».



