«Ha il mondo ai suoi piedi. È il miglior suonatore di ottoni diciassettenne che abbia mai sentito in vita mia. È piccolo di statura, ma è destinato a diventare un gigante».
Ha usato parole forti Steven Mead, tra i migliori eufonisti al mondo, quando lo scorso novembre ha premiato Francesco Maffei, trombonista bresciano vincitore del concorso internazionale di Povoletto (Udine) nella categoria under 21. Primi passi all’Accademia Rondò di Nuvolera, poi al Conservatorio di Bergamo, Maffei è stato il più giovane allievo delle masterclass di Joseph Alessi (primo trombone della New York Symphony Orchestra) e di Enzo Turriziani (primo trombone dei Wiener Philarmoniker); ha poi vinto l’audizione con la Young Concertgebouw Orkest di Amsterdam e ha suonato alcuni mesi con l’Orchestra Sinfonica della Rai. In luglio sarà in forze nell’Orchestra giovanile del Festival di Verbier in Svizzera e in ottobre affronterà la sfida conclusiva del concorso «Thomas Kuti» di Klagenfurt (Austria), unico italiano in finale.



