Fiorello sommerso dagli applausi al Gran Teatro Morato. Un one-man-show trascinante, di chi non ha perso la confidenza con il palco, nonostante sia da tempo più avvezzo ai set televisivi. C’era il tutto esaurito da settimane e un grande fermento si percepiva già dal parcheggio, invaso come non mai a orari insoliti: in totale 2.000 persone, con età media intorno ai cinquanta. Desiderose di vedere dal vivo il mattatore siciliano che - pur dopo un’assenza live di cinque anni - sfoggia l’appeal dei tempi migliori. È di ieri la notizia che renderà meno tristi coloro che non hanno trovato biglietti: Fiorello tornerà a Brescia venerdì 1 e sabato 2 aprile.
Annunciato da un divertito curriculum vitae, Fiorello entra in scena dalla platea, sfoggiando un look alla Renato Zero, parrucca nera e giacca arancione. Racconta dell’arrivo in città, in mattinata, imitando perfettamente la cadenza bresciana, che dice di aver imparato da «un compagno di naja di Berlingo o, meglio, di Berlinghetto».



