Domenico Quirico: «La guerra in Ucraina è il tema impossibile che abbiamo preferito non vedere»

«Il tema della guerra in Ucraina è enorme. Direi tolstoiano e, sostanzialmente, insolubile. Una guerra impossibile, di fatto iniziata nel 2014. Abbiamo preferito non vedere, allora, ma quello che è accaduto è stata una delle ragioni che hanno portato alla svolta drammatica di questo 2022».
Domenico Quirico, una delle penne più lucide del panorama giornalistico italiano, dallo scorso febbraio, per mesi, ha raccontato sulla Stampa giorno dopo giorno quello che stava accadendo nel Paese invaso dai russi. Oggi è intervenuto al convegno «Guerra in Ucraina: dentro il conflitto, oltre il conflitto. Per un'Europa di pace» che vede per l'intera giornata a confronto esperti e testimoni dell'articolata galassia pacifista. Il convegno è organizzato dall'Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa Opal con la collaborazione del Comune di Brescia e di enti e realtà del territorio.
«Ora la pace non è più possibile e, con il trascorrere del tempo, si appannano le ragioni che hanno portato all'invasione dell'Ucraina da parte dell'esercito russo. Ne arrivano di nuove e trasformano in modo antropologico quelle popolazioni; esseri umani in cui la guerra condiziona pensieri e comportamenti. La pace non è più possibile perché tutti i protagonisti fanno in modo che siano cancellate le ragioni che possono portare ad una tregua. Nulla farà la Russia per porre fine alla guerra e a pagarne di più è l'Ucraina che si trova, al di là della devastazione e dei lotti, con un'economia talmente malridotta che servirebbero dei piani Marshall per i prossimi cinquant'anni per rimetterla in piedi. Per meglio capire quanto la guerra è destinata ad essere senza fine - aggiunge Quirico - basta osservare quello che è accaduto da febbraio. All'inizio, legittimamente, l'Ucraina puntava alla vittoria bloccando i russi. Ora, invece, non solo li vuole fermare, ma punta anche a riconquistare integralmente i territori contesi. Quindi non accetterebbe mai la fine della guerra senza la cacciata totale dei russi e questo, al di là delle posizioni dell'Occidente, renderà il conflitto interminabile».
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