L’assillo della fame, le botte continue dei carcerieri, la paura, il freddo, la condanna a «una vita impossibile e fuori da ogni senso morale». «Siamo maltrattati, derisi e odiati: o meglio, soli, abbandonati».
È l’esperienza tragica narrata dallo scultore Domenico Lusetti (1908-1971), uno tra i maggiori artisti bresciani del ’900, nel suo «Diario della prigionia»: la cronaca del periodo di internamento vissuto, come prigioniero di guerra, nel "Lager XI-B" di Fallingbostel, nei pressi di Hannover, dal 13 settembre 1943 al 1º settembre 1945.



