Da Dante a Battiato, Morgan sale in cattedra al Vittoriale

Il 5 agosto il musicista sarà protagonista di una lezione-spettacolo al Festival della bellezza
Morgan
Morgan

Una lezione-concerto su «Poetica musicale. Dante, Tenco, De André, Battiato» tenuta da Morgan nell’ambito del Festival della bellezza 2021, una trentina di appuntamenti ospitati da luoghi danteschi, città d’arte e siti Unesco, nel corso dei quali intellettuali e artisti propongono spettacoli e riflessioni sul valore della rappresentazione poetica. Figura centrale della rassegna è Dante, nella ricorrenza dei settecento anni dalla morte: ogni appuntamento è introdotto e ispirato da un suo verso, con connessioni tra la sua storia e quella dei luoghi teatro degli eventi.

L’appuntamento con Marco Castoldi è in programma giovedì 5 agosto, alle 21.30, nell’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera, in via Al Vittoriale 12. I biglietti si possono acquistare sui circuiti Ticketone e Verona Box Office.

Come spesso, o diciamo pure sempre succede con Morgan, di lui si è parlato negli ultimi giorni (anche) per ragioni che esulano dalla sua arte: dalla polemica con Simona Ventura seguita all’annuncio della sua partecipazione a «Ballando con le stelle», lo show condotto da Milly Carlucci su Rai 1 a partire da ottobre («Lo faccio perché ho ironia e poi voglio mantenere le mie figlie, che non hanno nessuna colpa, meritano di vivere al meglio perché sono figlie di una persona che nella vita eccelle», ha risposto Castoldi a Ventura sul sito del magazine “Rolling Stone Italia”), fino alla candidatura a sindaco di Sulmona per la lista Rinascimento di Vittorio Sgarbi («Abbiamo commissionato un sondaggio che dà Morgan al 30%», ha annunciato Sgarbi, ripreso da affaritaliani.it).

Tenendoci volutamente alla larga dalle insidie della cronaca, abbiamo rivolto qualche domanda al 48enne musicista milanese sulla lezione che terrà al Vittoriale di Gardone Riviera.

Morgan, cos’è per lei la bellezza?

È quel che attira una persona (uomo o donna che sia) mentre realizza un’opera d’arte, creando da zero un oggetto che porta in sé il concetto stesso di bellezza. L’opera d’arte è l’esempio della bellezza, ma lo è perché è la rappresentazione della bellezza umana e la trasposizione – a beneficio di tutti coloro che ne vogliano fruire – della bellezza che si trova nel sentimento di chi l’ha realizzata. Ancora, la bellezza (che riassume e include virtù morali, cioè è anche buona) è la connessione tra l’artista e chi fruisce della sua opera, quindi è pure l’atto del riconoscerla.

Nelle note che introducono la sua lezione, ha citato i versi di «Lontano lontano» di Luigi Tenco, «Amico fragile» di Fabrizio De André e «Bandiera bianca» di Franco Battiato. Per quale motivo ha scelto proprio queste tre canzoni?

Come di Dante possiamo citare qualsiasi verso, così di questi tre autori potremmo prendere delle canzoni a caso. All’interno della loro produzione, tutto ha senso ed è conforme alla grandezza del loro lavoro: non c’è niente che non sia bello di Tenco, De André e Battiato. E vorrei aggiungere Ivano Fossati: nei suoi dischi, pure in quelli meno conosciuti, ci sono canzoni meravigliose.

Quando parla di senso, sta parlando soltanto di significato?

No, parlo anche al plurale: la bellezza connette i sensi, che si tratti della vista, dell’udito o del tatto. Per l’arte bisogna avere sensibilità.

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