Cinema

«Spasmo», l’horror made in Ospitaletto torna al cinema ad Halloween

Enrico Danesi
Il lungometraggio di Giuseppe Lombardo del 1978 circolò per alcuni mesi nelle sale di provincia
Il Cartellone di «Spasmo»
Il Cartellone di «Spasmo»
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Torna in sala, per una serata organizzata nella notte di Halloween, il film «Spasmo. L’ultimo atto di un’agonia». Ovvero il lungometraggio che Giuseppe Lombardo girò tra il 1976 e il 1978 a Ospitaletto, Comune in cui era arrivato da Messina con la famiglia, quando aveva 5 anni, e dal quale non si è più spostato.

E proprio al cinema Agorà di Ospitaletto il film verrà riproposto domani, 31 ottobre, alla presenza del regista e del cast di allora, che introdurranno la visione (alle 20.30, biglietti da 5 euro online su www.bresciacinema.it o alla cassa; info su sulla pagina Instagram di Agorà).

L’allora giovanissimo Lombardo (classe 1957) lavorava in un caseificio, dopo aver interrotto il liceo Artistico alla morte del padre, ma aveva trascorsi teatrali e l’urgenza di tradurre in cinema le conoscenze acquisite attraverso vari testi di parapsicologia. L’esperienza artistica maturata con «Spasmo», che circolò per alcuni mesi nelle sale di provincia, non ha avuto seguito nell’ambito della Settima Arte, ma diede a Lombardo la spinta decisiva per approdare comunque a professioni creative, quelle di copywriter e di fotografo che ha svolto per decenni.

Alone di mistero

La trama ruota intorno a un uomo (interpretato da Sandro Ferraresi, allora diciassettenne) che immagina la propria morte, percependo nitidamente ciò che può provare il suo corpo psichico una volta «liberato» dal corpo fisico, addentrandosi in un mondo nuovo e sconosciuto, allo stesse tempo affascinante e angosciante.

Giovanni Lombardo
Giovanni Lombardo

Una vicenda che conduce lo spettatore dentro un universo popolato da spettri, un vero e proprio mondo parallelo, terreno quest’ultimo che la fantascienza (letteraria e cinematografica) contemporanea frequenta abitualmente, ma che nella seconda metà degli anni Settanta era decisamente inusuale, se non praticamente inesplorato.

C’è d’altra parte un alone di mistero che ha sempre circondato il film (girato in pellicola 16 mm e poi stampato in 35mm) e che Lombardo - anche sceneggiatore, montatore e produttore - ha alimentato, lasciando che ogni spettatore si costruisse una propria idea rispetto a quanto visto, che poi riguarda da vicino le domande che da sempre l’uomo si pone sull’Aldilà. Anche se Lombardo medesimo ci ha confidato che stavolta svelerà l’arcano: «Non ho mai voluto farlo, prima. Ma in questa circostanza spiegherò il significato che attribuisco alla storia».

Una scena del film
Una scena del film

La serata in programma domani sarà anche l’occasione per una rimpatriata di alcuni tra coloro che parteciparono, in varia veste, all’operazione. Furono davvero tantissimi, a partire dalla fidanzata (ora moglie) di Lombardo, Gabriella Venturini, che si cimentò come segretaria di produzione: oltre 200 persone, soprattutto amici, che contribuirono anche al finanziamento del film (una sorta di crowdfunding ante litteram), che venne a costare circa 8 milioni di lire dell’epoca.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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