Dopo i corti, il film: l’esordio di Santi è «Il grande Giaffa» con Pesce

Coi suoi corti ha fatto incetta di premi, da Ortigia a Los Angeles, portando in dote la sua poetica e la sua visione ben oltre i confini della terra bresciana, che è casa sua. In queste settimane il regista Marco Santi è di nuovo in trasferta, nel Cuneese, dove è impegnato sul set del suo primo lungometraggio, un progetto che era nelle intenzioni da un po’ e che adesso sta finalmente prendendo forma.
Cast d’eccezione
Sono infatti iniziate lo scorso 9 gennaio, a Cuneo, le riprese de «Il grande Giaffa», per la sceneggiatura dello stesso Santi, insieme a Lorenzo Bagnatori (già al suo fianco nella scrittura del dramma storico «Jocu») ed Eva De Prosperis. Il film, prodotto da 10D Film e Andromeda Film, racconta la storia di Giacomo Falta, un uomo di mezza età che il mondo sembra aver cordialmente deciso di ignorare. Un uomo fuori fuoco, travolto dal sogno di essere qualcun altro, come il «Grande Giason», idolo carismatico del momento appena sbarcato in città col suo spettacolo di teatro.
A dare il volto al protagonista è Edoardo Pesce, arrivato alla notorietà con «Romanzo Criminale» e premio David di Donatello come miglior attore non protagonista per «Dogman»; al suo fianco la giovane e talentuosa Carlotta Gamba (già in «Gloria!» e «Vermiglio») e Barbara Chichiarelli («Suburra» e «La dea fortuna» di Ozpetek). Santi ci conferma che «di questo film io e i ragazzi di 10D parlavamo da un po’ di anni. Abbiamo scritto una storia che ci convinceva e abbiamo deciso di partecipare ad alcuni bandi, che ci hanno finalmente consentito di finanziarne la realizzazione».

Sul set
«Quella del grande Giaffa – prosegue il regista bresciano – è una storia che parte da me e segue il filone dei temi che ho già trattato nei miei precedenti lavori. La definirei in linea col mio stilema, sia in riferimento ai corti che agli spot e ai videoclip. Mi rappresenta molto. È un’opera prima molto personale e sotto certi punti di vista anche ambiziosa e sperimentale». Una storia che ha fatto breccia nel cuore degli interpreti, se è vero che «Edoardo – dice – è il nostro perno e si sta buttando a capofitto in questa esperienza. Abbiamo sviluppato un bellissimo rapporto e di questo sono molto contento. Anche Carlotta e Barbara, oltre ad essere due professioniste ineccepibili, sono due persone splendide, che si stanno spendendo molto nei rispettivi ruoli. Posso dire che si sono buttate nel progetto al 100 per cento».
Una comunità d’intenti che sta contribuendo a creare sul set cuneese, dove si girerà fino alla metà di febbraio, «un bellissimo clima. Sarà difficile lasciarlo» confida Santi, pur concedendo che «oltre il lavoro, fuori c’è la vita. Poi riprenderò a fare spot, ma è chiaro che si fa un film per farne un secondo».
E se nel 2016, quando aveva vinto a Los Angeles il premio del concorso internazionale «48 Film Project» con il suo cortometraggio «Clara», aveva rinunciato a produrre un film negli Usa («era una cosa già scritta, non nelle mie corde»), le sirene di Hollywood continuano a cantare invano per il regista nostrano: «Per ora – taglia corto – voglio continuare a fare film qui in Italia».
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