Quidditch e scope volanti: in una mostra rivive la magia di Harry Potter

Pronti a farsi emozionare e coinvolgere dalla scuola di magia di Hogwarts. È aperta da ieri, a Milano, «Harry Potter: The Exhibition», la mostra interattiva sul celebre «maghetto», che da oltre venticinque anni appassiona milioni di lettori e spettatori, in tutto il mondo.
L’esposizione, sontuosa, è allestita nello spazio The Mall, in piazza Lina Bo Bardi, a poche centinaia di metri dalla Stazione Centrale e rimarrà aperta tutti i giorni fino al 6 gennaio 2026 (con orari diversificati tra feriali e festivi; l’ingresso costa 26 euro più commissioni per gli adulti, 24 euro più commissioni per i bambini; info su Facebook e Instagram #HarryPotterExhibition).
L’organizzazione è di Warner Bros Discovery e Image Exhibitions con i partner italiani della DeG (società del bresciano Adolfo Galli e del napoletano Mimmo D’Alessandro) e di Eventim Live, che hanno sintetizzato, nella conferenza stampa di presentazione, il significato dell’operazione: «I romanzi di J.K. Rowling hanno dato vita a un universo incantato che, ancora oggi, rapisce ed emoziona. Per questo non abbiamo aggiunto nulla, scegliendo la fedeltà assoluta per rispetto agli ammiratori del maghetto».
Il percorso
Venti le stanze della mostra, disposte su una superficie di tremila metri quadrati, in uno sfoggio di tecnologia, scenografie cangianti, uso avvolgente delle immagini in movimento, costumi originali e oggetti di scena che non si limitano alla saga cinematografica di Harry Potter in senso stretto (otto film di grande successo, dal 2001 al 2011), ma si allargano alla produzione di Broadway, «Harry Potter and the Cursed Child» (premiata con il Tony, ovvero l’Oscar del teatro), come anche alla serie-prequel da grande schermo confluita nella trilogia «Animali fantastici e dove trovarli» (essa pure ispirata dall’immaginifica penna della Rowling). Elementi che differenziano chiaramente l’esposizione in oggetto da quella che venne allestita, sempre a Milano, nel 2018.

A guidare i visitatori nell’esperienza immersiva (che richiede invero un minimo di conoscenza del maghetto e dei personaggi che interagiscono con lui, ma può al limite funzionare quale introduzione a un contesto da approfondire successivamente) c’è il boccino dorato del Quidditch, che è lo sport aereo (si gioca a cavallo di scope volanti) e a squadre della comunità magica di Hogwarts.
Come si visita
Al momento della registrazione, è necessario scegliere la squadra alla quale si vuole appartenere tra le quattro (Grifondoro, Corvonero, Tassorosso, Serpeverde) del mondo immaginario, oltre a una bacchetta che personalizza l’accesso. Poi si entra, pronunciando la formula magica che dischiude porte («Alohomora»): nelle prime stanze ci sono estratti dei film a creare l’atmosfera; poi si giunge alla Galleria dei Ritratti, buona parte dei quali (bizzarramente) si muovono, come per esempio la «signora grassa», leggendaria guardiana che presidia la Torre di Grifondoro.

Quindi è un profluvio di richiami agli ambienti frequentati dai maghi, come la Sala del Refettorio, le Case, la cucina di Hagrid, l’aula di Divinazione (nella quale si indaga il futuro), il Ministero della Magia, l’aula di Erbologia con le senzienti piante di mandragola, la Foresta Proibita. E poi si gioca: a Quidditch, con le scope, con gli effetti generati dalla disposizione stessa di certi oggetti sulle fotografie che si scattano (vedi la valigia magica)... I bambini si divertono a reiterare ciò che loro più aggrada, ma anche agli adulti è offerta la possibilità di regredire – per un’oretta abbondante – a uno stadio (felicemente) infantile.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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