Charlie Cinelli: «Vi stupirò spaziando nella mia vita, tra il serio e il faceto»

«Venite a vedere "Una storia fatta di canzoni": vi stupirà!». Charlie Cinelli, che proprio ieri ha compiuto 64 anni, mantiene un certo riserbo sull’impostazione definitiva dello show teatrale inserito nel cartellone di «Ùs da le as», con il quale debutta sabato 26 novembre al Teatro Santa Giulia di Brescia (al Villaggio Prealpino, in via Quinta 4, alle 20.45; posto unico a 10 euro; info su www.teatrosantagiulia.org); ma non ha alcun dubbio sulle potenzialità del progetto, per realizzare il quale ha deciso di affrontare terreni artistici in parte differenti da quelli a cui ci ha abituato.
Anche se precisa: «In fondo ho sempre guardato al teatro-canzone, ogni tanto l’ho pure proposto. Ma stavolta sono andato oltre, affidandomi a un regista come Oreste Castagna per affrontare il palco in maniera diversa, con i tempi giusti. Così, tra l’altro, ho conosciuto un grande professionista, con cui sono entrato in sintonia e che ora è un amico: con lui sto già valutando altre idee».
Charlie: cosa dobbiamo aspettarci da «Una storia fatta di canzoni»?
Il copione è firmato con Stefano Soggetti: si tratta di un canto/racconto che parte dalla (mia) infanzia e va avanti un po’... Si basa su un libro che io e Stefano pubblicammo nel 2014 per La Compagnia della Stampa, «Breve storia della mia vita dall’infanzia all’immaturità». Il nuovo testo prende spunto da lì, spaziando dentro la mia vita, tra il serio e il faceto: di fatto, mi rappresenta completamente.
Pare di capire che la musica la fa comunque da protagonista. E forse non potrebbe essere altrimenti...
Uso il rock anni ’50 e ’60 e più in generale brani nazionali e internazionali come sottofondo, per sottolineare il momento storico durante la narrazione. Poi ci sono le mie canzoni: alcune che sono parte del mio repertorio, riarrangiate per l’occasione; altre inedite, scritte appositamente.
A proposito di canzoni: a quali di esse sono legati i tuoi ricordi di bambino?
Ricordo, un po’ indistintamente, quelle di Gianni Morandi, Orietta Berti, Demis Roussos (che amavo tantissimo). E più nitidamente «Piccola Katy"»e altre dei Pooh di fine anni ’60. Comprando il 45 giri di «Black Dog» dei Led Zeppelin ho invece capito cos’è il rock.
E hai cominciato a suonare...
Che volevo suonare mi era stato chiaro già prima, quando possedevo una chitarra giocattolo e mi sono accorto di che effetto faceva sulle ragazze. Dopo la chitarra (quella vera) sono passato al basso, perché nei gruppi tra amici di quegli anni, se ci fai caso, mancava sempre il bassista...
Col tempo sei diventato un professionista. Quando hai fatto il salto di categoria?
Finito il servizio militare, suonando il sax (incredibile, ma vero) in tour con Iva Zanicchi. Prima mi dividevo tra l’officina di mio padre e i palchi degli oratori o dei locali: papà non era molto contento, in verità, ma si è ricreduto quando ha visto che suonavo in un disco di Mina, e poi con altri cantanti di fama.
C’è attesa per il nuovo disco di Charlie & the Cats. Quando arriva?
Il giorno previsto per il lancio è sabato 3 dicembre: presenteremo «Chupa Chupa» con un piccolo live pomeridiano nel centro di Brescia.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
