Cultura

Caterina Rozzini: «I bambini sono la mia più grande passione, li ho fotografati in Africa»

Gli scatti dell'artista bresciana dal centro medico Zinviè visitato durante un progetto di volontariato saranno da domani al Ma.Co.f
Caterina Rozzini, artista
Caterina Rozzini, artista
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Da piccola osservava la madre con la macchina fotografica sempre al collo. Naturale che la prendesse in mano pure lei. E anche se questa sarà la sua mostra d’esordio, il primo servizio fotografico fu quello alle Barbie incastrate nelle macchinette automatiche del liceo.

Caterina Rozzini è un’artista difficilmente inquadrabile, ma per farsi una prima idea sarà utile andare a vedere «Marqué». La mostra fotografica in collaborazione con InterMed Onlus, curata da Serena Bufanio e Sara Gusmeri, verrà inaugurata domani alle 17.30 nelle stanze del Ma.Co.f in via Moretto, per la sezione «Dentro la permanente» (parallelamente all’archivio ritrovato di Nicola Sansone, poi visibile fino al 2 luglio 2023, martedì-domenica ore 15-19; l’ingresso al centro costa 5 euro). Parla di Africa, di bambini, di medicina e di umanità. Ma a quelle foto c’è arrivata a piccoli (e precisi) passi.

Dalla dislessia all'arte

«Ho la mia macchina fotografica da quando ho 13 anni», ci racconta. «Sono cresciuta con una mamma che, al di là del suo lavoro, è una bravissima fotografa. Mi ha trasmesso la passione. Mi è sempre piaciuto: sono estremamente dislessica, non potevo scrivere o leggere molto. Quindi ascoltavo tanta musica. È venuto naturale che l’immagine diventasse il mio lavoro: sono direttrice artistica. Ha sempre fatto parte del mio modo comunicativo».

Uno degli scatti di Caterina Rozzini in mostra da sabato al Ma.co.f
Uno degli scatti di Caterina Rozzini in mostra da sabato al Ma.co.f

La sua fotografia, quindi, è uno delle tante modalità espressive. «Mi sono sempre fatta i fatti miei dal punto di vista artistico, anche quando frequentavo il liceo scientifico. Portavo la macchina fotografica a scuola, scattavo qua e là. Ma poi ho smesso per un po’: mi si era rotta la fotocamera, l’autostima si faceva un po’ desiderare, e quindi ho mollato».

Il sogno in Africa

Per la mostra Marqué Rozzini ha collaborato con InterMed
Per la mostra Marqué Rozzini ha collaborato con InterMed

La scintilla le è tornata in un altro continente: l’Africa. Era per lei un anno sabbatico e l’unico altro lavoro erano foto di backstage «senza nulla di artistico: il senso era solo archivistico. Non potevo metterci del mio - dice - ma nello stesso periodo un amico mi ha messo in mano una vecchia Polaroid». Partita per la Guinea Bissau - era il 2018 - l’ha portata con sé. «Ci andai per un progetto di volontariato con Fondazione Poliambulanza. Arrivata lì, mi sono trovata attorniata da tantissimi bambini. Lo si nota anche nelle foto in mostra: io fotografo loro. Sono la mia più grande passione, ancora più della fotografia. Sono la mia gioia».

La mostra ripercorre infatti uno dei viaggi africani di Rozzini, il terzo per la precisione. Dopo la Guinea Bissau è passata al Mali, e infine al Benin, dove ha portato due macchine fotografiche: una digitale per la documentazione, l’altra analogica per la scintilla artistica. «L’ultimo viaggio l’ho fatto con InterMed Onlus, nel centro medico Zinviè, ed è quello che mostro nell’esposizione. Si tratta di una Onlus di medici e mediche, ma anche di volontari e volontarie, che lavorano su tutta l’Africa. Le sedi principali sono in Mali, Benin e Burkina Faso».

In mostra ci saranno i due rullini che Caterina è riuscita a portare a casa («un bambino mi ha rotto la macchina fotografica», sorride), ma anche una piccola selezione di scatti ospedalieri per mostrare un contesto che vale la pena documentate, osservare e diffondere.

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