Cultura

Auguri al Mago di Oz: il romanzo di Baum compie 125 anni a settembre

Viviana Filippini
A raccontarci di tutti i personaggi della saga i traduttori Stella Sacchini e Mirko Esposito: «È la prima traduzione da parte di una grande casa editrice. Lo scopo è restituire completezza all’opera letteraria»
  • Buon compleanno al Mago di Oz
    Buon compleanno al Mago di Oz - © www.giornaledibrescia.it
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A settembre compie 125 anni, ma non li dimostra. Chi? O meglio cosa? «Il meraviglioso mago di Oz», scritto da Lyman Frank Baum, e primo libro della saga uscito in libreria proprio l’1 settembre del 1900. A quel volume ne seguirono altri, per un totale di 14 libri scritti da Baum. Dal 2023 l’editore Gallucci Bros. sta ripubblicando con nuove traduzioni, in edizioni integrali e fedeli agli originali i volumi della saga.

Ad oggi sono in libreria i primi sei libri, l’ultimo dei quali «La Città di Smeraldo di Oz», mentre per il 2026 è prevista l’uscita di «The Patchwork Girl of Oz». La cosa interessante della saga di Oz è quella sua capacità di avere conquistato in passato, e anche oggi, lettori bambini e adulti. A raccontarci di Dorothy, Toto, del Boscaiolo di Latta, del Leone codardo, delle principessa Ozma, del ragazzo di nome Tip, del dolcissimo Tik-tok e di tutti gli altri, i traduttori Stella Sacchini e Mirko Esposito che abbiamo intervistato.

Com’è occuparsi della traduzione dell’intera saga dei 14 volumi dedicati ad Oz e cosa rappresenta questa nuova traduzione?

«Si tratta della prima traduzione da parte di una grande casa editrice di tutta la saga di Oz. È un’operazione importante che mira, da una parte, a restituire completezza e integrità a un’opera letteraria al centro del canone popolare contemporaneo – non solo americano – e, dall’altra, a restituirne la complessità e la profondità di temi, stile e personaggi archetipici che compaiono in diversi libri, sempre in situazioni divertenti e originali. Il lettore scopre così un bacino immenso di storie e creature da cui Baum attinge a piene mani. Un bacino, come spiega lo stesso autore nelle sue varie note introduttive ai romanzi, che viene costantemente nutrito e ispirato dai suggerimenti e dalle osservazioni dei bambini, suoi personalissimi segretari e confidenti. Insomma, il mondo creato da Baum è assai più complesso e profondo rispetto a quello che il pubblico conosce per il film iconico del 1939».

Perché le vicende di Oz sono ancora così attuali?

«Prima della pubblicazione del “Meraviglioso mago di Oz” e degli altri libri della saga, e quindi prima dell’intento programmatico del suo autore di riformare la letteratura per l’infanzia con una rivoluzione scatenata da un ciclone che trasporta la casa di Dorothy e, con lei, tutto il mondo occidentale, in una terra fatata; ai bambini americani erano destinati testi didattici e moraleggianti, in base al concetto dominante per cui i bambini dovessero essere guidati nella vita e istruiti circa le migliori scelte morali. Concetto che non investe solo la letteratura per l’infanzia in America, ma anche quella di tutto il vecchio continente, da cui continuavano a giungere i modelli letterari. Baum, come dichiara nell’introduzione al primo volume della saga, non ha altro scopo, che far divertire i bambini, mantenendo intatta la gioia e lasciando fuori l’angoscia e gli incubi di cui erano infarcite le fiabe classiche».

Quali sono le tematiche che ritornano nei dei volumi?

«La saga di Oz affronta i temi tipici della fiaba, come la crescita personale e l’autostima, l’importanza dell’amicizia e della famiglia, la ricerca di sé e il superamento dei propri limiti, ma lo fa da un punto di vista “americano”. Il viaggio di Dorothy dal Kansas fino a Oz e il suo rientro a casa, con il successivo ritorno a Oz narrato negli altri libri della saga, è il viaggio del pioniere americano in cerca di fortuna, con un sogno nel cassetto e la determinazione a realizzarlo. E però, ci suggerisce sempre Baum, quando le cose non funzionano allora bisogna cambiarle; quando c’è un’ingiustizia si combatte per contrastarla come fa Jinjur, Generalessa dell’Esercito di Rivolta di Oz nel secondo libro della saga, che si oppone a un governo da sempre maschile e a una società patriarcale».

Se doveste individuare il o i generi letterari che caratterizzano in Mago di Oz, quali sarebbero?

«La saga del Mago di Oz è composta da libri che si prestano a una varietà di lettura stratificate, alcune più superficiali, altre decisamente più profonde. Di certo il serbatoio cui Baum attinge è quello dei romanzi di avventura ottocenteschi (la lezione di Stevenson e Verne è piuttosto evidente nello sviluppo delle trame e nella vivacità del racconto), e anche di certa fantasy vittoriana. Il tutto riletto alla luce della grande tradizione americana del romanzo di formazione, del superamento della prova per raggiungere la propria maturità esistenziale e che qui si incarna in un vero e proprio inno alla diversità e all’accettazione incondizionata della propria natura».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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