La memoria di una strage come narrazione discontinua («perché la vicenda sfida il linguaggio»), incentrata sugli echi di un’esplosione che continua a rimbombare. Per questo Simone Brioni ha voluto intitolare «Shrapnel» il libro con il quale si propone di raccontare – attraverso testi perlopiù in inglese, ma anche in italiano, e selezioni fotografiche e documentali non inedite, rielaborate in maniera personale – la Strage di piazza della Loggia a un pubblico internazionale.
«Shrapnel», che sarà presentato stasera, alle 19.30, alla libreria del Gatto Nero alla Festa di Radio Onda d’Urto (in cui parlerà anche di «Piazza Loggia. Una storia militante», saggio curato dalla redazione dell’emittente antagonista), rappresenta un’impresa editoriale singolare: il volume non sarà infatti in vendita sul mercato italiano, ma distribuito gratuitamente alle biblioteche. Concepito dall’autore con la Casa della Memoria, è stato realizzato in collaborazione con il Centro Teatrale Bresciano, il Comune di Brescia, la casa di produzione cinematografica 5e6 e l’Istituto di Umanistica della Stony Brook University di New York, presso la quale Brioni, originario di Borgosatollo, insegna dal 2009, occupandosi di rappresentazione e autorappresentazione dei migranti e dell’eredità coloniale italiana. Materia approcciata anche attraverso il cinema, girando tra l’altro «Maka» con Elia Moutamid e «Oltre i bordi» con Matteo Sandrini. Abbiamo parlato con Brioni, prima che prendesse un volo da New York per essere a Brescia alla presentazione ferragostana.


