Vincenzo Schettini: «Porto a teatro la mia lezione-show sulla fisica»

Difficile non essersi mai imbattuti in uno dei video in cui racconta la scienza con la sua carica di esuberanza ed ironia. Vincenzo Schettini, una laurea in Fisica e una cattedra all’istituto Dell’Erba di Castellana Grotte, è ormai una star del web, grazie all’opera di divulgazione rivolta ai ragazzi, cominciata nel 2017 con una live sul canale Youtube «La fisica che ci piace».
Sabato, 18 gennaio, arriva a Brescia, alle 21 al Teatro Dis_play del Brixia Forum (biglietti disponibili online su TicketOne a partire da 28 euro), con lo spettacolo «La fisica che ci piace - La Lezione Show», un’esperienza immersiva e coinvolgente, dove la fisica è la protagonista assoluta.
Al termine della serata il professore si tratterrà per incontrare la sua fanbase durante un firmacopie. L’abbiamo intervistato per parlare dello spettacolo, sì, ma anche della scuola.
Vincenzo, cosa vedremo sul palco?
Sono felice di essere il primo docente ad esordire al Teatro Dis_play! Portare una lezione a teatro è una vera rivoluzione del sapere. Una lezione che ha fatto il suo debutto un anno fa e che ormai entusiasma, incendia, inebria, arricchisce e fa riflettere tutti coloro che la vengono a vedere. È una vera e propria esperienza in cui si attraversa il mondo della fisica, sì, ma con la grande sorpresa dell’allestimento. Ci sono tutti gli elementi di uno spettacolo: le luci, i colori, gli effetti, l’utilizzo di una gigantesca lavagna che si trasforma in schermo e poi in un buco nero attraverso il quale si viene inghiottiti. È uno spettacolo che oscilla tra la lezione e lo show, intramezzato da cinque momenti che portano a riflettere sulla vita, sul senso dello studio, sulla conoscenza, sulla solitudine, sul tempo e sul concetto di forza. Questi sono un po’ gli elementi che mi caratterizzano. Il lato motivazionale per me è importante. C’è anche un’interazione con il pubblico e non mancheranno gli esperimenti… ma non voglio svelare troppo!
Come si compone il suo pubblico?
Coinvolge quattro generazioni: bambini, adolescenti, adulti e nonni. È una cosa peculiare ed è molto bella.
Che valore ha la divulgazione per i ragazzi?
Non ho mai lasciato la scuola, sono semplicemente in un regime di part-time. Non ho mai smesso di fare lezione in classe e questo mi tiene sempre agganciato alla realtà scolastica, permettendomi di raccontarla. Penso ai grandi divulgatori televisivi, Piero Angela e il maestro Manzi, ad esempio, personaggi affascinanti che avevano il ruolo di intrattenere e arricchire. Oggi c’è una componente ancora più forte, perché il ruolo si incrocia con quello dell’influencer, specialmente per le nuove generazioni. Bisogna spronare i ragazzi a cercare di concentrarsi su sé stessi, di pretendere il massimo e far loro scoprire che nel mondo della scienza e della conoscenza c’è una bellezza che va conquistata. Influenzare gli adolescenti vuol dire cambiare le loro abitudini, migliorare il metodo di studio, invogliarli a leggere un libro… Oggi viviamo nel mondo dell’abbondanza. Tutto è disponibile, non ci si conquista più niente. I ragazzi si intristiscono, perdono la voglia di vivere le cose. Dobbiamo far capire ai ragazzi che oltre quell’abbondanza non bisogna perdere il gusto della conquista.
Come immagina la scuola del futuro?
È una bellissima e complessa domanda. La scuola ha un grosso problema: ci sono molti soldi che vengono investiti in maniera cieca in tecnologie. La tecnologia è vista come ciò che salverà la scuola, rendendola innovativa. Dopo questa bulimia tecnologia si è persa di vista la figura del docente. Oggi abbiamo professori ultra-specializzati… geologi, ingegneri energetici, figure meravigliose su cui bisognerebbe puntare. Questa è la scuola del futuro! Immagino una scuola che investa risorse sui docenti, li formi, li mandi in giro per il mondo per poi riportare il know-how acquisito. I ragazzi hanno bisogno di guide specializzate e soprattutto aggiornate. Solo così si crescerebbero studenti entusiasti, perché sentirebbero parlare di tecnologia, di startup, di transizione energetica… wow, come cambierebbe la scuola!
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