Cultura

Boeri: «Giovani poco scolarizzati, ma la crisi parte dall’asilo nido»

Anita Loriana Ronchi
L’economista è intervenuto ieri all’auditorium San Barnaba per Librixia. Tanti i temi toccati, dall’Ai alla prossima manovra finanziaria
  • Librixia: l'incontro con Tito Boeri
    Librixia: l'incontro con Tito Boeri - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
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La “rivista che non c’era”, si potrebbe definire così «Eco» il nuovo mensile di economia che porta la firma in qualità di direttore editoriale di Tito Boeri. L’operazione, che vede come primo promotore Enrico Mentana, ha come obiettivo la divulgazione di tematiche anche molto complesse di carattere economico, ma con una peculiarità: a “parlare” sono i maggiori esperti e a fare da “filtro” sono giornalisti accreditati, il cui compito è rendere digeribili a tutti le intricate questioni economico-finanziarie. Il taglio è trasversale, poiché l’economia permea col suo sapere e le sue informazioni i più svariati aspetti della cultura e della società: dalla tecnologia alla scuola, dalla medicina alla politica.

L’incontro

Lo ha raccontato Tito Boeri, intervenuto all’auditorium San Barnaba per Librixia-Fiera del libro, dove ha dialogato col giornalista Massimiliano Del Barba. «Partiamo da un’impostazione analoga a quanto fatto con la piattaforma Lavoce.info, con la differenza che in quel caso ci si rivolgeva ad una platea di eruditi, ora direttamente al grande pubblico, ovvero a persone che hanno conoscenze vaghe, se non nulle, di economia. Sempre, però, senza banalizzare e mantenendo un rigoroso taglio scientifico. Il nostro – prosegue l’economista – è un lavoro editoriale molto lungo, che passa attraverso varie fasi di rielaborazione per arrivare a restituire la comprensione di tematiche diversificate».

I temi

Uno dei primi numeri di «Eco» tratta dell’intelligenza artificiale e dei timori che essa non di rado suscita negli utenti, preoccupati che un giorno la macchina giunga, come in uno dei più distopici scenari da science fiction, a soppiantare l’uomo. «Abbiamo sviscerato a fondo il problema e – assicura Boeri – non è così: intanto perché si tratta di qualcosa che siamo noi stessi a governare. L’AI non potrà mai sostituire, ad esempio, il lavoro dei medici, ma può fare moltissimo per aiutarli nella diagnostica e per la prevenzione. Può essere un prezioso supporto anche nell’attività di ricerca. La grande novità consiste nel fatto che questa tecnologia, per la prima volta, investe molte professioni intellettuali, comprese quelle relative alla giurisprudenza e all’insegnamento».

La scuola

«Eco» ha affrontato anche il tema della scuola: tasto dolente alla luce (notizia di questi giorni) del sanzionamento all’Italia della Corte Ue. «Abbiamo – osserva il relatore – una forma di spreco del capitale umano di proporzioni enormi, che inizia addirittura dagli asili nido. Inoltre, il sistema scolastico porta a troppi abbandoni impliciti, degli studenti che finiscono la scuola senza aver acquisito le competenze minime. Quanto a istruzione universitaria e terziaria siamo più o meno a livello della Turchia… Anche l’orientamento spesso risente di stereotipi e non è effettivamente calibrato sulla vocazione dei ragazzi. Ma tutto questo è qualcosa che, oggi, non ci possiamo più permettere: lo dicono i dati demografici e il mismatch tra formazione e imprese che ne è in qualche modo conseguenza».

La manovra finanziaria

Tito Boeri è stato presidente dell’Inps dal 2014 al 2019. Inevitabile chiedergli cosa pensa della prossima manovra finanziaria su cui il ministro Giorgetti non ha esitato a definire «di sacrifici». «Mi sembra – commenta Boeri – un po’ una forma di schizofrenia da parte del governo. L’Italia ha presentato all’Europa un piano di medio periodo sulle regole fiscali con obiettivi più stringenti di quanto ci viene richiesto. Ma non si sa, al tempo stesso, nulla sull’operazione e sul “dove” andremo a reperire le risorse».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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