Biagio Zoli, il percussionista dall'anima classica e rock

Ha suonato con alcuni fra i maggiori direttori al mondo e in numerose orchestre, è stato batterista anche nel pop: «È il suono che si cerca»
Il musicista bresciano Biagio Zoli - © www.giornaledibrescia.it
Il musicista bresciano Biagio Zoli - © www.giornaledibrescia.it

Suono inconfondibile, fraseggio elegante, ampio spettro timbrico, energia, verve, tenacia. Biagio Zoli, percussionista di Isorella, dal 2015 è Primo Timpano Solo dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino. Ha suonato con alcuni fra i maggiori direttori al mondo (Muti, Temirkanov, Metha, Baremboim, Gergiev, Abbado...) e in numerose orchestre (La Scala di Milano, Santa Cecilia di Roma, Die Deutsche Kammerphilharmonie di Brema, Estonian Festival Orchestra); attivo anche nel pop–rock, è stato batterista/percussionista con Elio, Antonella Ruggiero, Moni Ovadia, Giovanni Allevi, Pikkerosse. Da un paio d’anni ha fondato e dirige la Torino Sinfonietta, venti virtuosi dell’orchestra Rai.

«È sempre stato un mio sogno condurre un gruppo – spiega Zoli –, come ho visto fare dal mio maestro di Conservatorio di Parma, Danilo Grassi, direttore del prestigioso Nextime Ensemble. Con Torino Sinfonietta eseguiamo riduzioni di grandi lavori sinfonici (Mahler, Respighi, Strauss, Stravinski). Domenica 29 gennaio suoniamo all’Auditorium della Rai di Torino».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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