Bagatelle cesellate del quartetto Bennewitz

Pubblico numeroso giovedì sera a San Barnaba per il debutto a Brescia del quartetto d'archi Bennewitz, su invito della Società dei Concerti. I quattro giovani praghesi in dodici anni dalla formazione dell'ensemble, che prende il nome del famoso violinista e insegnante ceco Anton Bennewitz hanno suonato nelle capitali musicali d'Europa, Giappone, Stati Uniti e vinto il Primo Premio in importanti concorsi, ultimo dei quali il concorso per quartetti d'archi di Reggio Emilia 2008 intitolato al Primo Violino del grande «Quartetto Italiano», Paolo Borciani.
A Brescia il Bennewitz si è presentato con un programma bello e molto interessante, atto a dimostrare la duttilità e l'ampiezza del loro repertorio. Hanno aperto coraggiosamente con uno dei più audaci quartetti di Mozart, il K.465 (Le Dissonanze), cui seguivano le concentratissime «6 Bagatelle» op. 9 di Weber. Al solare Quartetto op. 67 di Brahms riservavano la seconda parte.
Il quartetto Bennewitz (Jiri Nemecek, Stepan Jezek violini, Jiri Pinkas viola, Stepan Dolezal violoncello) si è fatto ammirare per la preparazione, la fusione, la musicalità, raffinata soprattutto in Webern. Ogni brevissima Bagatella era scavata in profondità, illuminata dinamicamente fino ai contorni, nelle sottigliezze e nei significati musicali contrastanti, con vigore, trepidazione e poesia. Il Bennewitz ha eseguito molto bene anche l'Adagio del Quartetto di Mozart, che però nel prosieguo è apparso un po' nervoso e non del tutto maturo mentre in Brahms i quattro musicisti erano a loro agio. Liberi, pieni di slancio, vitalità e con ritmi ben equilibrati hanno dato vigore ed elastica morbidezza ai passaggi danzanti, colore all'Andante (ottima la viola) e conferito all'opera il suo caratteristico clima «viennese». Ai reiterati applausi il quartetto Bennewitz ha risposto con un bis: il Corale n. 12 di Bach.
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