A cento anni dalla morte di Giacomo Matteotti, il dipartimento di Studi storici Federico Chabod dell’Università degli Studi di Milano, l’Istituto nazionale Ferruccio Parri e la Fondazione Luigi Micheletti di Brescia, insieme alla Fondazione Anna Kuliscioff e allo studio +Fortuna, hanno realizzato una mostra storica intitolata «Vivi, presenti, pugnanti. L’Aventino e l’antifascismo dopo Matteotti».
La mostra, esposta nella sala ex Cavallerizza in via Cairoli 9 da domani, 14 febbraio, al 16 marzo e visitabile gratuitamente, racconta la scelta dei deputati delle opposizioni di dar vita a una secessione parlamentare per sollevare la questione morale sul fascismo e sconfiggere Mussolini con le armi della democrazia. Una vicenda che prese vita la mattina del 13 giugno 1924, quando, tre giorni dopo il rapimento di Matteotti, si riunirono in un’aula di Montecitorio un centinaio di deputati antifascisti per costituire un comitato delle opposizioni, ribattezzato come «secessione dell’Aventino».


