Un Pitocchetto in vendita a un milione di euro

La tela con i «Due portaroli che giocano a carte» di Giacomo Ceruti sarà visibile il prossimo fine settimana alla Biennale d’antiquariato di Firenze, nello stand della galleria milanese Matteo Salamon
Giovanna Capretti

Giovanna Capretti

Vicecaposervizio

Il dipinto di Cerutti appartiene al Ciclo di Padernello
Il dipinto di Cerutti appartiene al Ciclo di Padernello

Un Pitocchetto in vendita. Per la ragguardevole cifra di un milione di euro, secondo i bene informati. Chi volesse cavarsi lo sfizio di possedere un dipinto di Giacomo Ceruti (1698-1767), l’artista milanese attivo a Brescia tra gli anni Venti e Trenta del ‘700, potrà recarsi il prossimo fine settimana a Firenze, dove alla Biennale d’Antiquariato, nello stand della galleria milanese Matteo Salamon, è esposta la tela con i «Due portaroli che giocano a carte», già appartenente al cosiddetto Ciclo di Padernello, località dove sedici sue tele di tema pauperistico furono accolte alla fine dell’Ottocento.

A segnalare la presenza dell’opera alla Biennale fiorentina è stato J. Patrice Marandel, Chief Curator Emeritus presso il LACMA–Los Angeles County Museum of Art, in un post su Facebook ripreso dallo storico dell’arte bresciano Angelo Loda, funzionario della Soprintendenza cittadina. Il dipinto, che fu sottoposto ad un intervento di pulitura una decina d’anni fa da Gianmaria Casella in occasione della mostra «Moretto Savoldo Romanino Ceruti» a palazzo Martinengo (non fu invece prestato alla mostra su Ceruti in Santa Giulia lo scorso anno) è di collezione privata, ancora di proprietà di uno dei discendenti della famiglia Salvadego.

La storia

Fu Bernardo Salvadego infatti ad acquistare nel 1882 all’asta, per collocarla nel castello di Padernello da cui avrebbe poi preso il nome, parte della collezione Fenaroli, con dipinti provenienti dagli Avogadro e forse dai Lechi. Potrebbero essere stati esponenti di queste nobili famiglie bresciane a commissionare le opere di tema pauperistico poi confluite nel ciclo – ma solo studi futuri potranno comprovarlo –, a testimonianza della presenza a Brescia, all’inizio del Settecento, di una parte di società sensibile al tema della povertà e partecipe dell’impegno assistenziale per i più deboli.

La mostra «Miseria & Nobiltà. Giacomo Ceruti nell’Europa del Settecento» allestita lo scorso anno in Santa Giulia e poi esportata anche negli Stati Uniti, proprio al museo di Los Angeles, era riuscita a raccogliere, in una sala che da sola valeva l’intera esposizione, quattordici delle sedici tele oggi riconosciute come appartenenti al Ciclo di Padernello, parte delle quali oggi è custodita alla Pinacoteca Tosio Martinengo.

Assieme ai «pitocchi» che valsero a Ceruti il soprannome di Pitocchetto, il soggetto del dipinto che sarà esposto a Firenze è ricorrente nella produzione pauperistica dell’artista, che con immediatezza e freschezza coglie i due ragazzini – i «portaroli» che si guadagnavano da vivere trasportando merci con le loro gerle, sorta di antesignani dei nostri «rider» – in un momento di riposo dalla fatica. Dietro di loro la città brulica di vita. Sui volti dei due giovani la serietà con cui Ceruti rivestì sempre i suoi «miserabili», garantendo anche ai più umili dignità di persona e, attraverso le sue opere, fama duratura.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ
Genius. 100 idee per essere feliciGenius. 100 idee per essere felici

Spunti e suggerimenti pratici ispirati a filosofi antichi e studiosi contemporanei.

SCOPRI DI PIÙ
Rivista BiesseRivista Biesse

Nel numero di luglio e agosto, in primo piano, la strada per salire in Maddalena.

SCOPRI DI PIÙ