Tre opere d’arte in ospedale per una radiografia prima del restauro
Anche le opere d’arte vanno in ospedale. È il caso di tre antichi artefatti - tra i quali uno proveniente dalla collezione di Fondazione Brescia Musei - che recentemente hanno potuto godere di un servizio di diagnostica per immagini per studiarne a fondo la struttura e le stratificazioni in vista dei restauri. Gli enti coinvolti sono l’Irccs Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano (del Gruppo San Donato) e la Scuola di restauro di Botticino Valore Italia con sede a Milano Bovisa, presso il Milano Innovation District. Quest’ultima ha coinvolto il professor Luca Maria Sconfienza, responsabile dell’unità di Radiologia Diagnostica dell’ospedale, chiedendogli di sottoporre a radiografie e Tac tre opere d’arte.
L’opera bresciana
L’opera di proprietà di Brescia Musei è uno stacco di affresco attribuito a Lattanzio Gambara, proveniente dalle case del Gambero in centro storico e raffigurante un putto che cavalca un tritone; le altre due appartengono al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano e alla Basilica di Sant’Ambrogio. Si tratta di una polena raffigurante una sirena alata e di un tabernacolo ligneo intagliato. Tutte hanno raggiunto l’ospedale tramite uno speciale trasporto curato da Arterìa. «Lo stacco, in particolare, è molto pesante», ci racconta la direttrice della Scuola di Botticino Arianna Beretta. «Pesa 80 chilogrammi, quindi anche il trasporto è stato fatto con tutti i sacri crismi, con professionisti che sanno come imballare e movimentare le opere». Una volta adagiate all’interno delle macchine, si è proceduto con una vera e propria diagnostica per immagini a raggi X.
Il risultato
«Lo stacco di Lattanzio Gambara fa parte di una serie ed è un’opera di tesi. Deve essere restaurato da una nostra studentessa, Beatrice Meloni, che sarà seguita dai docenti Dario Guerini (bresciano ed ex studente della scuola) e Marco Cagna. Per l’occasione è stato sottoposto a una radiografia. Lo stacco d’affresco quando viene eseguito porta con sé anche un bel pezzetto di muro. Questo pezzetto si trova in un letto di malta cementizia, a sua volta inserita in una cornice lignea. Su questa cornice abbiamo notato delle zanche di metallo e volevamo capire che andamento avessero e se entrassero nel letto di malta. In effetti dopo l’analisi abbiamo visto che è così: c’è un reticolo metallico che fa da armatura per sostenere lo stacco, che è pesantissimo».
Queste analisi, sottolinea Beretta, sono preziose perché non invasive. La collaborazione con l’Ospedale Galeazzi, quindi, si spera sia continuativa. «La diagnostica per immagini è utilissima, ma non è sempre facile avere accesso a questo tipo di analisi. Siamo contenti che l’Ospedale Galeazzi si sia detto disponibile a proseguire la collaborazione, e lo stesso vale per il professor Sconfienza e per i tecnici di laboratorio. Per loro, peraltro, non è la prima volta con delle opere d’arte: avevano già analizzato alcuni Santi provenienti dalla stessa Basilica di Sant’Ambrogio».
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