ArteCronaca

Il San Lucio di Paglia, patrono dei formaggiai, torna in San Giuseppe

Il dipinto del 1675 è stato restaurato col sostegno di casari d’eccezione e grazie all’Art Bonus
San Lucio, il patrono dei formaggiai
San Lucio, il patrono dei formaggiai
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Nel giorno a lui dedicato, il 12 luglio, San Lucio torna al suo posto nella chiesa di San Giuseppe. Parliamo del dipinto realizzato da Francesco Paglia nel 1675 per l’altare della corporazione dei formaggiai nella Chiesa degli artigiani o dei Paratici.

Il restauro

Il quadro è stato sottoposto ad un intervento di restauro che è riuscito a renderlo più leggibile, eliminando quella patina scura che lo incupiva, facendo emergere invece la brillantezza dei colori utilizzati dall’artista, come il rosso del mantello del Santo raffigurato mentre dona a due mendicanti un pezzo di formaggio, una parte della sua paga da casaro.

Sul lato sinistro della pala sono raffigurate Santa Caterina e Santa Lucia, riconoscibili dai loro simboli: la ruota per la prima, e un lugubre spiedino con un occhio per la seconda.

Il restauro della pala dedicata al loro patrono è stato sostenuto da «casari d’eccezione», quali possiamo considerare il Consorzio per la tutela del Formaggio Grana Padano e la Fondazione Grana Padano Ets che con l’art bonus hanno sostenuto la spesa di 12mila euro.

Il ritorno

Per celebrare il ritorno del quadro, sabato sono previsti tre momenti significativi ideati dalla parrocchia di San Faustino, con monsignor Gianbattista Francesconi, aiutato nell’organizzazione dall’instancabile Lucia Braghini: domani alle 17 sarà celebrata la messa, alle 18 si terrà il concerto per viola da gamba Capriccio Pastorale del maestro Vittorio Ghielmi, direttore e compositore di rilievo internazionale professore a Salisburgo e a Londra. Quindi, alle 18.45 saranno la restauratrice Ivana Giangualano e lo storico dell’arte Fiorenzo Fisogni a presentare l’opera e l’intervento di restauro.

La tela di San Lucio staccata per il restauro - © www.giornaledibrescia.it
La tela di San Lucio staccata per il restauro - © www.giornaledibrescia.it

«Il risultato ottenuto è frutto di un lavoro di squadra – spiega l’artigiana che ha lo studio con il padre, Renato, in via Capriolo –. Innanzi tutto Vincenzo Gheroldi e Sara Marazzani hanno svolto le indagini multispettrali, utilizzando cioè le diverse lunghezze d’onda della luce. Mi hanno quindi fornito una sorta di mappa – prosegue Ivana Giangualano – che ha mostrato l’esistenza di una verniciatura abbastanza recente e per di più stesa anche in modo disomogeneo, ma che imbruniva la tela. A quel punto io ho potuto iniziare a rimuoverla e nel farlo abbiamo fatto grandi scoperte che ci hanno sorpreso. Solo due anticipazioni: ho trovato la firma di Francesco Paglia che prima non si leggeva, e poi sono emersi colori come il verde da resinato di rame e altri preziosi colori, di cui parleremo sabato, che non ci saremmo mai aspettati. Attorno alla testa di San Lucio sono affiorati dei piccoli fori, forse perché aveva un’aureola in metallo, applicata successivamente, ma poi rimossa».

La consulenza

Decisiva la consulenza degli ispettori della Soprintendenza Andrea Quecchia e Laura Sala con i quali i restauratori si sono confrontati, come ad esempio sul mantenimento dell’originale telaio in legno. A lanciare l’idea del restauro del dipinto del Paglia furono Piergiorgio Vittorini e Laura Virgili che riuscirono a coinvolgere monsignor Funazzi, allora parroco, e il Consorzio del Grana Padano, il formaggio stagionato più antico al mondo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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