Arte

Narcisismo e social, i ritratti di Cinzia Bevilacqua in mostra a Roma

La bresciana espone nella Capitale con Ferdinando Fedele riflettendo su vanità, immagini e social network: la co-curatela è affidata alla sindaca di Sarezzo Valentina Pedrali
Cinzia Bevilacqua
Cinzia Bevilacqua
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«Io sono Tu sei», dove «tu e io» sono in maniera intercambiabile Cinzia Bevilacqua e Ferdinando Fedele, ma anche gli spettatori che dal 18 al 31 luglio visiteranno l’esposizione a Roma. La pittrice bresciana classe 1963 è infatti protagonista di una doppia personale che mette in dialogo i suoi ritratti alle opere performative e visive del salernitano Fedele: curata da Claudio Strinati, si terrà nelle sale della galleria La pigna all’interno di palazzo Maffei Marescotti. Il fil rouge che unisce le mostre, spiega Strinati, è la riflessione sul mito di Narciso, «che trova una nuova risonanza nella nostra contemporaneità, segnata dall’uso ossessivo dei social network». 

A curare la mostra con lui è Valentina Pedrali, sindaca di Sarezzo, laureata in Arti, spettacolo e produzione multimediale. Spesso si dedica alla curatela di mostre personali e collettive. «A Cinzia Bevilacqua mi lega un rapporto di amicizia nato quando la conobbi come artista tanti anni fa. Da qualche tempo la seguo anche come critica d’arte. Fare la sindaca e occuparsi d’arte significa amare ciò che si fa. L’arte è un mezzo di comunicazione, la amo, mi piace ascoltare gli artisti e aiutarli a esporre. Come sindaca mi dedico con altrettanta passione alla comunità e ai cittadini. Unisco le cose affrontando i problemi quotidiani: la bellezza dell’arte e la bellezza di essere prima cittadina».​​​​​​​ Abbiamo intervistato Bevilacqua.

Cinzia, cosa lega la sua pittura a quella di Fedele?

Il legame è nato durante i nostri studi all’accademia d’arte di Firenze. Abbiamo fatto amicizia ma poi ci siamo persi di vista. Una volta che ci siamo ritrovati (casualmente sui social insieme ad altri ex studenti) ci siamo rivisiti a Roma e abbiamo pensato a una mostra insieme. Pur partendo dalla stessa matrice, abbiamo elaborato linguaggi molto diversi. Io sono rimasta fedele agli insegnamenti fiorentini di Goffredo Trovarelli e Pietro Annigoni (ritrattista italiano del Novecento), mentre lui alla pittura ha preferito l’incisione e altre tecniche come la grafica. Entrambi però siamo sempre stati attratti dal ritratto, anche se Ferdinando ama quello rinascimentale di profilo. Sono poi venuta in contatto con il professor Claudio Strinati, esperto di arte barocca: fu lui a propormi una mostra a Roma. E così fa abbiamo deciso di lavorare parallelamente sulla vanità, sul narcisismo e sull’immagine che ci piace che gli altri ci riconoscano, anche se non è quella che lo specchio restituisce.

Una stampa digitale elaborata di Ferdinando Fedele
Una stampa digitale elaborata di Ferdinando Fedele

Cosa si vedrà in mostra?

Ci saranno circa 35 opere divise in sezioni. È un po’ il mio autoritratto, chi sono io in pittura: attraverso il colore esprimo il mio ottimismo. Il colore è la mia ossessione: ci ho fondato tutta la mia ricerca. È un retaggio d’accademia: Trovarelli mi diceva che avevo una spiccata sensibilità nel colore più che sul disegno. Ci saranno quattro composizioni e ritratti dei miei affetti, ma anche quelli di committenza, e quindi quello di Alberto Angela, Claudia Gerini, Francesco Montanari, del collezionista Bernini, di Rita Levi Montalcini…. Doveva esserci anche Pupi Avati ma gliel’hanno rubato: mi ha chiamato perché ne vorrebbe uno nuovo. E poi quattro miei autoritratti: parlano dell’idea di voler lasciare l’immagine migliore di sé. Infine c’è una sezione dedicata alle donne e al canone della bellezza in divenire, dall’ellenismo a oggi.

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Cinzia Bevilacqua, ritratto di Francesco Montanari
Cinzia Bevilacqua, ritratto di Francesco Montanari

La galleria ospitante è palazzo Maffei Marescotti, sede dell’Unione cattolica artisti italiani. Cos’è per lei la spiritualità?​​​​​​​

Sono sempre desiderosa di fede. Sempre alla ricerca. L’arte spirituale è un’occasione per avvicinarmi al mondo interiore e alla religione cristiana. Quando la Curia mi commissiona ritratti di persone del clero mi fa piacere anche per questo.

Assistente alla curatela è Valentina Pedrali e tra i relatori che interverranno al vernissage c’è lo storico dell’arte don Giuseppe Fusari. Che rapporto ha con loro?

Pedrali la conobbi a palazzo Avogadro nel 2007 quando era assessora alla cultura del Comune di Sarezzo. Una persona attenta e professionale, con una spiccata capacità critica. Con don Fusari ci conosciamo da trent’anni, abbiamo un rapporto molto forte e profondo. Ha un occhio particolare: mi ha molto aiutata nella mia crescita professionale.

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