La pittura della realtà ha trovato uno spazio nel nome di Martino Dolci

Il mondo dell’arte è, come noto, intersecato da una molteplicità di figure: oltre naturalmente all’artista, lo modellano i critici, le riviste specializzate, i galleristi, i collezionisti. Stili, scuole, intenzioni emozionali ne caratterizzano il mosso panorama.
Per Brescia la Fondazione intitolata al nome di Martino Dolci (sede in via Raffaello 163 in città) occupa in quel mondo un posto di un certo rilievo, grazie alla specializzazione che si è data e alle molteplici azioni che ne contraddistinguono da tempo l’attività. Valorizzare le figure di artisti bresciani del Novecento legati alla consegna di dipingere e interpretare la realtà, questa l’intenzione, sulla scia di quel Martino Dolci e di altri suoi contemporanei che ci hanno lasciato straordinarie opere legate al nostro territorio e alla sensibilità popolaresca di quelle stagioni artistiche. Una scelta rigorosa per una pittura intesa quale spinta interiore ad esprimere emozioni e stati d’animo, tesa a riflettere la realtà senza dissolverla nell’astratto e nell’informale.
La Fondazione
Presieduta da Eugenio Busi – anch’egli pittore di bresciana notorietà – e con un Consiglio di rara concretezza, la Fondazione nata nell’aprile del 2004 (sulle precedenti radici della omonima Associazione) ha cercato di mantenere fede al proprio orizzonte artistico, volto a favorire ed incrementare la creatività artistica dell’ambiente bresciano promuovendo, in varie modalità e originali proposte, l’amore per l’arte e la conoscenza dei suoi interpreti.
Si sono così assommati, nel volgere di pochi decenni, traguardi che poche altre realtà possono vantare. Ad iniziare dall’annuale rassegna – corredata da un catalogo editorialmente significativo – dedicata ad un artista bresciano legato alla propria terra e riproposto in versione critica, non di rado nel segno di una vera e propria riscoperta. Impossibile citarli tutti, ma oltre all’esplorazione di Martino Dolci, si segnalano certamente Giuseppe Mozzoni, Gianbattista Bertelli, Dino Decca, Matteo Pedrali, Giacomo Bergomi, Ugo Aldrighi, Gabriele Saleri, Giovanni Repossi, sino al prossimo evento dedicato alla figura di Ottorino Garosio, di cui si aprirà al Museo una mostra l’8 novembre.
Mostre e cataloghi
Mostre e cataloghi – alcuni disponibili gratuitamente nella versione digitale –, nella loro intelligente articolazione consentono di accedere non solo alla produzione artistica di ogni singolo pittore (grazie alla riproduzione di centinaia di opere datate) ma ne propongono un’ampia carrellata critica, una necessaria biografia umana utile a comprendere l’uomo, una completa e minuziosa bibliografia. Sono così resi fruibili veri e propri documenti che raccontano delle trasformazioni urbane del Novecento, delle connessioni intercorse fra galleristi e collezionisti così come dell’evolversi delle sensibilità di autori e pubblico.
Confini che si allargano – ed è operazione tanto efficace quanto inedita – ad altri protagonisti della scena artistica bresciana: gli scultori Vittorio Piotti e Lino Sanzeni, il critico Luciano Spiazzi, i fotografi Franco Solina e Franco Bettini, per dire di quel denso panorama al quale la Fondazione sente pienamente di appartenere.
La Dolci, ancora, opera con la preziosità di un presbitismo virtuoso che le consente di riproporre biografie e opere del passato senza dimenticare di guardare al futuro. Lo testimonia la felice intuizione dell’annuale concorso, giunto alla XVII edizione, «Giovane arte bresciana», un’iniziativa che con coraggio e intelligenza intende consentire alle più recenti generazioni – tramite l’assegnazione di una borsa di studio – a frequentazione di corsi di perfezionamento all’estero, a contatto con le più vive correnti artistiche contemporanee.
Le attività
Ancora, l’apertura nel 2023, presso la sede della Fondazione, di un museo dedicato interamente all’opera di Martino Dolci: una quarantina di opere (delle oltre duecento di proprietà della Fondazione omonima) che permettono di ripercorrere la vicenda artistica di uno dei più noti pittori bresciani del Novecento. Un museo in rete con altre istituzioni, che partecipa ad eventi provinciali quali «Una notte al museo» o organizza corsi e mostre di disegno – sotto il nome di «Aurora per la comunità» – coinvolgendo scuole e cooperative sociali.
Non mancano altre attività di studio e di divulgazione, come il ciclo – il titolo è significativo – «Incontri d’arte per chi ne sa qualcosa, poco o niente. Dialoghi informali sull’arte bresciana del Novecento», con l’esplorazione di pittori come Ugo Aldrighi, Eugenio Busi, Decca, Bertelli, Garosio e scultori contemporanei come Lino Sanzeni e Pier Luigi Concheri. Per dire di una non paludata dedizione alla conoscenza dell’arte bresciana e dei suoi molti protagonisti.
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