Arte

Grandi mostre in arrivo nel 2026: si comincia da Brescia con «Liberty»

A Palazzo Martinengo dal 24 gennaio. Il nuovo anno darà l’occasione di vedere esposte le opere dei mostri sacri dell’arte come Giotto e Bernini. Ma anche Marina Abramović, Rothko e Rotella. Il calendario
Una delle opere in mostra a Brescia a partire dal 24 gennaio - © www.giornaledibrescia.it
Una delle opere in mostra a Brescia a partire dal 24 gennaio - © www.giornaledibrescia.it
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I mostri sacri come Giotto e Bernini per chi preferisce l'arte antica, ma anche gli appassionati del contemporaneo non saranno delusi grazie agli approfondimenti dedicati a Marina Abramović, Rothko e Rotella: le mostre in arrivo nel 2026 guardano a un pubblico eterogeneo, offrendo un mix di suggestioni ed esperienze artistiche diverse. In questa ampia proposta trova spazio anche Brescia.

«Liberty» a Brescia

I primi 15 anni del '900, con la nuova sensibilità che influenzò i diversi ambiti artistici, creativi e produttivi (pittura, scultura, architettura, grafica, moda, fotografia, arti applicate e il nascente mondo del cinema), sono al centro della mostra «Liberty», a Palazzo Martinengo dal 24 gennaio al 14 giugno.

A cura di Manuel Carrera, Davide Dotti, Anna Villari, la retrospettiva riunisce oltre 100 opere (dipinti, ma anche sculture, ceramiche e affiches) per far immergere il pubblico dentro il nuovo stile Liberty che prese piede in Italia, raccontando anche il clima culturale e sociale, accanto a quello artistico.

«I Macchiaioli» a Milano

Sono più di 90 le opere di grandi artisti (come Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Raffaello Sernesi) che compongono la mostra «I Macchiaioli», dal 3 febbraio al 14 giugno a Palazzo Reale, la prima frutto degli ultimi studi da parte dei tre esperti italiani più autorevoli del movimento (Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca che ne sono ideatori e curatori). In 9 sezioni, il percorso racconta l'esperimento «nazionale», o il progetto risorgimentale, dei Macchiaioli, pittori colti che si riconobbero tanto nelle idee di Mazzini che nelle istanze del Positivismo venute dalla Francia.

Silvestro Lega, Il pergolato (1868; olio su tela, 75 x 93,3 cm; Milano, Pinacoteca di Brera)
Silvestro Lega, Il pergolato (1868; olio su tela, 75 x 93,3 cm; Milano, Pinacoteca di Brera)

Sempre a Palazzo Reale dal 7 febbraio al 27 settembre arriva la mostra concepita da Anselm Kiefer per la Sala delle Cariatidi dal titolo «Kiefer. Le Alchimiste». Visitabile solo su prenotazione, l'esposizione presenta un ciclo di 38 teleri con cui Kiefer rende omaggio alle donne alchimiste, figure spesso dimenticate ma fondamentali per lo sviluppo del pensiero scientifico moderno.

«Bernini e i Barberini» a Roma

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano dal 12 febbraio al 14 giugno nelle sale di Palazzo Barberini la grande mostra «Bernini e i Barberini», a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi: il progetto illustra il rapporto fecondo che legò l'artista e Maffeo Barberini, suo primo e più importante committente, poi eletto papa col nome di Urbano VIII. In sei sezioni, il percorso segue la carriera di Bernini dagli esordi alla piena maturità. Tra le opere più significative esposte, Le Quattro Stagioni dalla collezione Aldobrandini e il San Sebastiano del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.

Zandomeneghi e Degas a Rovigo 

A Palazzo Roverella dal 27 febbraio al 28 giugno la mostra «Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi»,a cura di Francesca Dini. Sul filo del dialogo tra tradizione e avanguardia, l'esposizione documenta attraverso prestiti eccezionali il rapporto intenso - talvolta spigoloso, sempre fecondo - che unì i due artisti nel corso di una lunga amicizia parigina.

Giotto e san Francesco a Perugia

Dal 14 marzo al 14 giugno la Galleria Nazionale dell'Umbria celebra l'ottavo centenario della morte di san Francesco d'Assisi con la mostra «Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell'Umbria del Trecento», curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi.

L'esposizione racconta il momento in cui il carisma del santo incontrò il genio dell'artista determinando la nascita dell'arte moderna. Proprio nel cantiere della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi a partire dal 1288, infatti, si diede il via al passaggio da un linguaggio forbito e stilizzato, in debito con la tradizione bizantina, della cosiddetta «maniera greca», alla rivoluzione figurativa promossa dal maestro fiorentino.

Lorenzo de' Medici e Rothko a Firenze

Una mostra dedicata a Lorenzo de' Medici, il più celebre esponente della dinastia fiorentina, con oltre 100 opere, capolavori e prestiti provenienti da tutto il mondo. L'esposizione, «Magnifico 1492», è in calendario per l'autunno 2026, a organizzarla le Gallerie degli Uffizi. Una mostra che ricostruirà per la prima volta la sconfinata collezione d'arte del leggendario mecenate, principe del Rinascimento. 

Si intitola «Rothko a Firenze» la grande mostra allestita a Palazzo Strozzi dal 14 marzo al 23 agosto, curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna. L'esposizione ripercorre l'intera carriera di Rothko: dagli anni Trenta e Quaranta, caratterizzati da opere figurative e in dialogo con i linguaggi dell'Espressionismo e del Surrealismo, fino agli anni Cinquanta e Sessanta, che si distinguono per le celebri tele astratte.

Mimmo Rotella a Genova

Oltre 100 opere provenienti da musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private internazionali compongono la grande retrospettiva «Mimmo Rotella. 1945-2005», curata da Alberto Fiz e realizzata in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella, in programma a Palazzo Ducale dal 24 aprile al 13 settembre. Pensata in occasione dei 20 anni dalla scomparsa dell'artista, l'esposizione analizza l'intero arco creativo di Rotella, dalle prime sperimentazioni astratte del secondo dopoguerra, influenzate dal surrealismo, fino alle Nuove Icone degli ultimi anni, realizzate attraverso collage e sovrapitture.

Marina Abramović a Venezia

Marina Abramović protagonista dal 6 maggio al 19 ottobre alle Gallerie dell'Accademia con la mostra «Transforming Energy», presentata in occasione della 61. Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia e per celebrare l'ottantesimo compleanno dell'artista. Curata da Shai Baitel (insieme alla stessa Abramović), l'esposizione si compone di opere iconiche come Imponderabilia (1977), Rhythm 0 (1974), Light/Dark (1977), accanto a proiezioni di performance storiche e a nuove creazioni realizzate per l'occasione. 

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