Da Brescia a Barcellona, in mostra le città invisibili di Alessandra Dosselli

Si intitola «Brescia to Barcelona» la mostra fotografica di Alessandra Dosselli allestita negli spazi di Glorious Crew Real Estate, in corso Magenta 20 a Brescia, che viene inaugurata giovedì 12 marzo alle 18 (con una performance live dell’artista) e che resterà visitabile per tutto marzo e aprile.
La mostra segna un momento di sintesi e ripartenza nel percorso artistico di Alessandra Dosselli, bresciana, che espone, per la prima volta nello stesso spazio, quattro cicli fotografici significativi della sua carriera: il primo lavoro realizzato a Barcellona nel 2003 «Cittàinvisibili», la serie «Mm Gg - Magazzini generali» prodotta al suo ritorno a Brescia, «Tres» e «Rifugi, nonluoghi, manufatti, utopie». Insieme, rappresentano un’indagine sul ruolo dell’uomo nell’architettura e sulla capacità della fotografia di svelare «città invisibili».
Barcellona
Il percorso inizia con le opere nate nel 2003, durante il trasferimento dell’artista a Barcellona. Qui, Alessandra Dosselli interpreta l’architettura di Santiago Calatrava a Valencia, adottando il metodo analitico dell’architetto stesso: l’uso dello specchio. Proprio come nelle maquette originali la fotografia di Dosselli frammenta e ricostruisce lo spazio. Il risultato sono creature architettoniche che popolano città oniriche di calviniana memoria, o labirinti spaziali ispirati alle geometrie impossibili di Escher.

Brescia
Al piano inferiore, il dialogo si sposta su un terreno più crudo e materico. La serie «MM GG - Magazzini Generali» documenta l’incontro con l’architettura industriale dismessa di Brescia. Qui, l’artista si confronta con la luce tagliente e piena delle stagioni calde bresciane. Mentre a Barcellona dominava la moltiplicazione geometrica, a Brescia prevale la traccia della memoria. L'uomo appare come un'ombra del passato, un segno di ciò che è stato e che non c'è più. Anche in questo caso, la presenza umana è rigorosamente priva di personalismo.
Rifugi, nonluoghi, manufatti, utopie e Tres
Completano la mostra le serie «Rifugi, Nonluoghi, Manufatti, Utopie», che parte da luoghi reali per trasformarli progressivamente in scenari astratti e difficilmente riconoscibili, e «Tres», un lavoro che riflette sull’uso del colore nella fotografia attraverso il contrasto tra bianco e nero e la presenza dominante del rosso.
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