Arte

Arte contemporanea a Roma: le mostre imperdibili durante il Giubileo

Luca Avigo
L’anima contemporanea della capitale viene messa in ombra dal patrimonio storico, ma sono numerose le esposizioni da vedere, tra musei e gallerie
  • Alighiero Boetti a San Luca
    Alighiero Boetti a San Luca - Andrea Veneri
  • Alighiero Boetti a San Luca
    Alighiero Boetti a San Luca - Andrea Veneri
  • Alighiero Boetti a San Luca
    Alighiero Boetti a San Luca - Andrea Veneri
  • Alighiero Boetti a San Luca
    Alighiero Boetti a San Luca - Andrea Veneri
  • Alighiero Boetti a San Luca
    Alighiero Boetti a San Luca - Andrea Veneri
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Che Roma sia una città d’arte è indubbio, ma spesso la sua viva anima contemporanea viene messa in ombra dal suo immenso patrimonio storico. Specialmente in questo momento, che ha visto la rimessa a nuovo di tutti i monumenti più iconici in occasione del Giubileo, si rischia di sorvolare sull’offerta artistica contemporanea romana, che sta vedendo un fiorire di proposte notevoli.

Alla Gagosian

  • Gerhard Richter da Gagosian a Roma
    Gerhard Richter da Gagosian a Roma
  • Gerhard Richter da Gagosian a Roma
    Gerhard Richter da Gagosian a Roma
  • Gerhard Richter da Gagosian a Roma
    Gerhard Richter da Gagosian a Roma
  • Gerhard Richter da Gagosian a Roma
    Gerhard Richter da Gagosian a Roma
  • Gerhard Richter da Gagosian a Roma
    Gerhard Richter da Gagosian a Roma
  • Gerhard Richter da Gagosian a Roma
    Gerhard Richter da Gagosian a Roma
  • Gerhard Richter da Gagosian a Roma
    Gerhard Richter da Gagosian a Roma
  • Gerhard Richter da Gagosian a Roma
    Gerhard Richter da Gagosian a Roma

Una breve ricerca svela una quantità sorprendente di gallerie private e istituzioni culturali risparmiate dal turismo di massa e spesso ignote anche ai visitatori più attenti nonostante la qualità espositiva e i grandi artisti in mostra (e l’ingresso gratuito); primo fra tutti Gerhard Richter, forse il più importante pittore vivente, in mostra da Gagosian con «Moving Picture (946-3) Kyoto Version» fino al primo febbraio.

La sede romana della galleria numero uno al mondo si trova in un tempietto neoclassico che già di per sé merita la visita, e che non ci aspetta possa contenere una proiezione video di oltre 7 metri accompagnata da una cacofonia di trombe che riempie con dieci altoparlanti l’intero spazio espositivo. Il video che ha portato l’artista tedesco in una galleria italiana per la prima volta in 40 anni è il culmine della sua ricerca nell’astrazione. Dal 2010 Richter distorce i suoi dipinti in ampie sfumature cromatiche, e nel video il processo di segmentazione, riflessione e duplicazione viene svolto in tempo reale, dando vita a un fenomeno visivo alieno e psichedelico di forte impatto, che riconferma la capacità del pittore di unire spettacolo e rigore concettuale e di lasciare forse perplessi, ma mai indifferenti.

Shahryar Nashat all’Istituto Svizzero

Lo stesso vale per «Blood Most Precious», la mostra di Shahryar Nashat all’Istituto Svizzero fino al 2 marzo. L’artista svizzero trasforma la maestosa Villa Maraini del 1905 in un ambiente onirico, come già preannuncia la luce viola che emana dalle ampie vetrate visibili già dalla strada. Nashat utilizza una varietà di materiali e mezzi – marmo, poliestere, gel trasparente, acqua, video e suoni – per esprimere l’ossessione per la componente fisica della vita, in particolare nei suoi lati più disgustosi o attraenti (o entrambe le cose
contemporaneamente).

Nelle sale in stile fin de siècle vengono disposte immagini cruente coperte di gel, sculture astratte rosa pallido, carcasse di resina color carne e due grandi ledwall che ripetono video pornografici, anatomici e naturalistici tratti dal web. Insieme a interventi puramente ambientali, quali la moquette chiara, le luci fredde e i filtri magenta alle finestre, tutto va a potenziare quel tipo di contrasto fecondo con il contesto del palazzo e della città che solo l’arte contemporanea sa dare.

Alighiero Boetti

Molto più giocosa e family-friendly ma non meno enigmatica è l’opera di Alighiero Boetti, esponente dell’arte povera al quale sono dedicate una mostra da Tornabuoni Arte fino al 22 febbraio e una all’Accademia di San Luca fino al 15 febbraio. Nella seconda sede sono esposte solo cinque opere, una delle quali è composta però di ben 1012 parti, metà delle quali sono buste affrancate e timbrate e l’altra metà disegni dell’artista. Si tratta di «Opera postale (De bouche à oreille)» (1992-93), monumentale lavoro che testimonia il tentativo dell’artista di dare ordine al caos del mondo attraverso i mezzi più inaspettati, in questo caso il sistema postale e la matematica.

Le mostre di fotografia

  • Camere con vista, la mostra a Roma
    Camere con vista, la mostra a Roma
  • Camere con vista, la mostra a Roma
    Camere con vista, la mostra a Roma
  • Camere con vista, la mostra a Roma
    Camere con vista, la mostra a Roma
  • Camere con vista, la mostra a Roma
    Camere con vista, la mostra a Roma
  • Camere con vista, la mostra a Roma
    Camere con vista, la mostra a Roma
  • Camere con vista, la mostra a Roma
    Camere con vista, la mostra a Roma
  • Camere con vista, la mostra a Roma
    Camere con vista, la mostra a Roma
  • Camere con vista, la mostra a Roma
    Camere con vista, la mostra a Roma
  • Camere con vista, la mostra a Roma
    Camere con vista, la mostra a Roma
  • Camere con vista, la mostra a Roma
    Camere con vista, la mostra a Roma
  • Camere con vista, la mostra a Roma
    Camere con vista, la mostra a Roma
  • Camere con vista, la mostra a Roma
    Camere con vista, la mostra a Roma

Ma forse il mezzo più tradizionale della fotografia è il vero protagonista in città, grazie a grandi mostre come quella dedicata agli scatti romani di Gabriele Basilico a Palazzo Altemps e la più estesa monografica di sempre di Guido Guidi al Maxxi.

Rimanendo però nell’ambito di mostre a ingresso libero che rischiano di sfuggire ai radar, la fotografia italiana di paesaggio va in scena anche all’Iccd, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione. Camere con Vista, visibile fino al 7 febbraio, raccoglie interpretazioni video e fotografiche del paesaggio antropologico della riviera adriatica da parte di Paola De Pietri, Pierluigi Giorgi, Alessio Ballerini e Luca Capuano. Si tratta dell’ennesima operazione dell’ente del Ministero della Cultura, che da anni incarica le voci più interessanti
del panorama fotografico italiano svolgendo un ciclo di collaborazioni degno degli enti artistici di maggiore rilievo.

Quindi, la prossima volta che si torna nella città eterna, che sia per il Giubileo o solo perché è sempre bello tornarci, oltre alle tappe obbligate vale la pena scavare un po’ più a fondo per trovare una ragione in più per amare Roma.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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