«La guerra distruggerà Putin». Anton Dolin lo dichiarò lo scorso 6 marzo, dodici giorni dopo l’ingresso dei carri armati russi in Ucraina, nel lasciare Mosca per rifugiarsi insieme alla sua famiglia a Riga, in Lettonia. Lo ha confermato a Brescia, città in cui oggi interviene per parlare della violazione dei principi democratici e dei diritti umani in Russia.
Critico cinematografico
«Sono un critico cinematografico, non un esperto di guerra - afferma subito -. Tuttavia, penso che nessuno possa vincere una guerra dichiarata contro tutto il mondo. Impossibile. Dunque, la fine di Putin è inevitabile. Quando? Difficile dirlo. Chi ci sarà dopo di lui? Altrettanto difficile prevederlo per un paese, come la Russia, che si trova nel complicato pasticcio di chi si è annesso territori ucraini. Dunque, terre che sono state dichiarate russe e, che ora, sono di nuovo ucraine. Qualsiasi cosa accada, di certo alla fine della guerra la Russia sarà un altro Paese, con altri confini e, quindi, dovrà avere anche un altro presidente. Intanto, gli ucraini stanno vivendo l’inferno: non devo essere io, che sono russo, a dire se è giusto o meglio che l’Occidente li aiuti con le armi. Credo, però, che l’Unione europea si stia muovendo nel miglior modo possibile in una situazione complessa e imprevedibile».



