In anteprima, un brano dal nuovo romanzo di John Grisham

Il brano è tratto dal primo capitolo del romanzo «La vedova» di John Grisham (Mondadori editore, 432 pp., 24 euro).
Simon Latch, un piccolo avvocato di provincia a Baxton, Virginia, si sente frustrato dalla sua routine lavorativa fatta per lo più di casi minori. Nelle prime pagine Eleanor Barnett, una vedova di 85 anni, si rivolge a Simon per redigere un testamento. Vedova e senza figli, vive in una modesta casa nei sobborghi. Ma suo marito Harry Korsak le ha lasciato un patrimonio significativo di cui nessuno è a conoscenza…
Dopo qualche minuto, Matilda annunciò che l’avvocato Latch aveva concluso la sua “teleconferenza giudiziaria” ed era pronto a riceverla. Accompagnò Ms Barnett in fondo a un breve corridoio nella sala riunioni dalle pareti scure, stipate di volumi di giurisprudenza che Latch non toccava da anni.
L’obiettivo di Simon era sbarazzarsi di lei in trenta minuti. A distanza di una settimana, quando si fossero visti per firmare e convalidare il nuovo testamento, ne avrebbe aggiunti altri trenta, che gli sarebbero valsi la sua tariffa di 250 dollari all’ora. Un suo caro amico, ex compagno di università, faceva il tributarista a Washington e chiedeva il quadruplo, ma Simon cercava di non pensarci. Negli anni era quasi riuscito a convincersi che la qualità della sua vita nella cittadina di Braxton, in Virginia, fosse molto più alta, e al diavolo i soldi.
Sfoderò il proprio fascino, com’era solito fare con le donne anziane, e capì subito di aver centrato l’obiettivo. «Bellissima collana» disse, adulante.
«Ma grazie» sorrise lei, mostrando i denti, tutti autentici e ingialliti.
«Vedo dagli appunti che lei non si è risposata, vive sola e non ha figli né nipoti. Due mariti, entrambi deceduti.» Osservava il resoconto di Matilda come se stesse leggendo la Magna Carta.
«E anche dopo aver sposato Mr Korsak ha mantenuto il cognome da nubile.»
«Non proprio. Quando è morto Harry ho deciso di tornare a farmi chiamare Barnett. E poi sa, il cognome Korsak non mi è mai piaciuto tanto. Detto tra noi, con Vince Barnett stavo molto meglio che con Harry Korsak. Vince e io ci eravamo fidanzati da ragazzini, ha presente, e ci siamo sposati presto, siamo praticamente cresciuti insieme. Eravamo più giovani e più attivi in senso romantico, non so se mi spiego.»
Si era spiegata benissimo, e a Simon non interessava affatto approfondire. «Ha già fatto redigere un testamento?» le chiese.
«Non scadono, vero?»
«Be’, certo che no.»
«Sì, ne ho uno, ma non mi convince. Vorrei rifarlo da capo, e vorrei ingaggiarla come consulente riguardo ad altre questioni. In cambio di un anticipo sull’onorario, s’intende.»
«Quali questioni la preoccupano, esattamente?»
«Be’, non si sa mai, soprattutto oggi che è pieno di imbroglioni e impostori. Prendono di mira in particolare gli anziani. È davvero una brutta cosa, li spennano proprio. Io voglio essere protetta, e voglio che lei tenga d’occhio un po’ di cose per conto mio. La mia amica Doris ce l’ha sempre avuto, l’avvocato.»
In quel momento Simon non riusciva a immaginare niente di peggio che essere al servizio di una cliente anziana che credeva di essere vittima di chissà quali raggiri. Ma se proprio insisteva, per 1000 dollari si sarebbero potuti accordare.
«Quanto costa l’avvocato alla sua amica?»
«Ah, non molto. Dice che con pochi soldi è facile trovarne.»
Simon fece un respiro profondo e cercò di riportare la conversazione sui binari. «Torniamo al suo testamento. È importante che io dia un’occhiata a quello attuale.»
«Sì, lo so. Me l’ha detto per telefono la sua Matilda, ma ho dimenticato di portarlo. Sono sempre più smemorata, ultimamente.»
A quell’età era logico. Passati gli ottanta, Simon dava sempre per scontato che qualche rotella fosse ormai fuori posto. In seguito, lui e Matilda avrebbero stabilito se Ms Barnett era abbastanza lucida da capire che cosa stesse facendo. La prima impressione, comunque, era buona, e per 250 dollari non sarebbe stato certo a pignoleggiare.
«Riuscirebbe a portarmelo entro un paio di giorni?»
«Ma certo. Mi spiace per la scocciatura.»
«Ci mancherebbe. Dobbiamo parlare delle sue attività e passività.»
«Passività non ce ne sono. Neanche un centesimo di debito.»
Estratto da «LA VEDOVA»
Traduzione di Luca Fusari e Sara Prencipe
© 2025 by Belfry Holdings, Inc.
© 2025 Mondadori Libri
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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