Adolfo Galli: «Crosby, il lascito enorme di un fuoriclasse»

I ricordi del bresciano promoter di David, scomparso a 81 anni: «Ho perso un amico»
Il rezzatese Adolfo Galli in barca con David Crosby negli Usa - © www.giornaledibrescia.it
Il rezzatese Adolfo Galli in barca con David Crosby negli Usa - © www.giornaledibrescia.it

Un’altra leggenda della musica che se ne va. A 81 anni, è morto il chitarrista e cantautore David Crosby, presente due volte nella Rock and Roll Hall of Fame: la prima per la militanza nei Byrds, la seconda nel trio delle meraviglie vocali formato con Stills e Nash (pronto a trasformarsi in supergruppo con l’aggiunta di Neil Young).

Nativo di Los Angeles, figlio di un noto direttore della fotografia hollywoodiano, «Croz» è stato un artista ribelle e pacifista, capace di lasciare un’impronta profonda a partire dagli anni 60: per alcuni il nume tutelare del folk-rock, per altri anche il padre musicale della generazione «hippie» americana. Il suo primo album solista, lo strepitoso «If I Could Only Remember My Name» (1971), inizialmente stroncato, è divenuto col tempo oggetto di culto: tra l’altro, e curiosamente, figura al secondo posto (dopo «Revolver» dei Beatles) nella classifica dei migliori dischi in assoluto stilata nel 2010 da L’Osservatore Romano, mentre in un’intervista concessa al Giornale di Brescia un competente cultore qual è Carlo Verdone lo metteva addirittura in vetta.

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