In finale al Motorcycle Festival il film «bresciano» sul centenario della Guzzi

Parla bresciano uno dei lavori selezionati tra i finalisti, in ottobre, della quarta edizione del «Rome Motorcycle Film Festival», dedicato ai migliori documentari al mondo sul tema del motociclismo. «Il coraggio di andare oltre», scritto da Laura Motta, regia di Maurizio Pavone (fotografia di Valerio Lamberti, voce narrante Enzo Giraudo per Alboran), racconta il primo secolo di vita e di trionfi sportivi e tecnologici della Moto Guzzi. Il docufilm è stato ideato - con finalità benefiche - da due collezionisti del marchio di Mandello del Lario: Massimo Zavaglia e Bruno Nava. È stato girato durante i mesi del lockdown anche nella nostra città, grazie alla disponibilità del giornalista (nostro collega) Roberto Manieri, tra i massimi esperti della storia della Casa dell’Aquila.
Il progetto
La gloriosa casa motociclistica nacque dopo la Prima guerra mondiale ed ebbe tra i suoi ispiratori l’aviatore bresciano, e campione delle due ruote, Giovanni Ravelli. Il docufilm raccoglie testimonianze e materiali filmati preziosi anche dell’Istituto Luce oltre che di collezioni private. Vi hanno preso parte nomi noti anche al grande pubblico, come Guido Meda, Nico Cereghini, Paolo Beltramo, Carlo Canzano e il cantautore Davide Van de Sfroos (che ha fatto entrare la Guzzi in suoi brani). Il lavoro, spiega Manieri, «riprende la storia e la nascita del mito della Moto Guzzi attraverso le vicende dei tre amici che all’inizio degli anni Venti crearono quella che oggi chiameremmo una start-up, precorrendo con il loro sogno l’idea vincente di costruire una motocicletta nazionale in grado di vincere la resistenza dell’epoca e garantire affidabilità, costanza e praticità».

Curiosità
Durante le ricerche è emerso «come i fratelli Parodi stessero valutando negli anni Cinquanta l’acquisizione della Olivetti o come Enrico Piaggio nel 1946 propose la distribuzione della Vespa tramite la capillare rete Guzzi». In occasione del centenario, nel marzo 2021, la ricostruzione storica ha portato ad un impulso nella verifica di atti e documenti sconosciuti, tra i quali gli atti riferiti al pilota bresciano Ravelli che nell’agosto 1919 precipitò col suo biplano a Venezia, morendo sul colpo: «Così, da allora, l’aquila dorata sui serbatoi celebra - dice ancora Manieri - il legame col commilitone bresciano scomparso. Il marchio è diventato leggenda».
Nella rassegna romana, il docufilm sarà proiettato l’8 e 9 ottobre alla «Casa del Cinema». Le altre pellicole selezionate vengono da Stati Uniti, Francia, Repubblica Ceca e Argentina. «Grande la qualità nelle idee e nelle riprese - afferma Benedetta Zaccherini, direttrice artistica del festival -, il che dimostra il crescente interesse per un festival che si rivolge non solo agli amanti delle due ruote, ma anche ai filmaker ed appassionati di cinema documentaristico. Tra le opere che abbiamo selezionato quest’anno sono numerose le biografie di campioni, costruttori e protagonisti del motociclismo, con percorsi storici di approfondimento su aziende e uomini che hanno contribuito con il proprio lavoro alla nascita, divulgazione e incentivazione della passione motociclistica internazionale. Ma non mancano storie emozionali assolutamente uniche, basate su esperienze di viaggio e memoria». L’ingresso alla manifestazione sarà libero fino ad esaurimento posti.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
