Cronaca

Vacanze: a Pasqua si vola tra i ciliegi in fiore e il Mar Rosso

Per l’estate crollo delle prenotazioni verso gli Usa, una reazione politica ai toni ostili d’oltreoceano
Elisa Rossi

Elisa Rossi

Giornalista

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Vacanze pasquali: le mete dei bresciani

Chi partirà a Pasqua ha prenotato ben prima della crisi iraniana e del blocco dello stretto di Hormuz. Al netto dei piani di volo riprogrammati per non passare dagli aeroporti del Golfo e dei viaggi annullati perché avevano come meta Dubai, Qatar o Emirati Arabi, dove andranno i bresciani per Pasqua?

«Vanno molto bene le mete europee, l’Italia meridionale e il Mar Rosso – dice ancora Andrea Giuradei –. Anche per il Nord Europa è un buon momento perché è ancora possibile godere dello spettacolo dell’Aurora boreale. Prosegue il grande interesse per la Thailandia, per il Giappone, dato che in questo periodo si può ammirare la fioritura dei ciliegi, e per la Cina, quest’ultima favorita anche dai voli diretti di Air China, da Milano e Roma, e dalla possibilità di visitare il paese senza il visto».

Per quanto riguarda l’estate, Giuradei non intravede ancora uno scenario definito tuttavia un dato balza agli occhi: «Vediamo un grande calo degli Stati Uniti e della costa Ovest che è sempre stata una meta richiesta e dal grande fascino». Che ci sia timore di essere respinti alla frontiera o dei controlli dell’immigrazione? Pare, dicono da via Milano, sia più una scelta dettata dallo «spirito di ripicca» verso i toni con i quali sono apostrofati gli europei e i dazi.

Per il resto l’estate pare muoversi verso la tradizione con la tenuta delle località del Mediterraneo, come quelle spagnole, Baleari e Canarie, Giappone e Cina. «Per quanto riguarda i viaggi di gruppo – aggiunge –, abbiamo prenotazioni anche per la Namibia e il Sud Africa. Devo anche dire che stiamo già pensando all’autunno – dice Giuradei –, abbiamo un viaggio verso l’Uzbekistan e uno a novembre in Patagonia che in pochi giorni si è riempito».

Certo è che questa crisi non si sa dove porterà, se finirà a breve oppure porterà a scoprire nuove località con relative bolle speculative: «Per noi il Covid è stata una scuola: allora, dopo il lockdown, in tantissimi andarono in Salento con conseguenze, su prezzi e vivibilità, che si trascinano ancora oggi» dice il manager. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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