Usa-Iran: nave cinese attraversa Hormuz, nuovi negoziati in Pakistan

Petroliera sanzionata da Washington attraversa lo Stretto nonostante il blocco Usa. Intanto Islamabad si offre di ospitare un nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran
In Pakistan si terranno nuovi negoziati
In Pakistan si terranno nuovi negoziati
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Una petroliera cinese già sanzionata dagli Stati Uniti ha lasciato il Golfo Persico attraversando lo strategico Stretto di Hormuz, sfidando di fatto il blocco imposto da Washington. Secondo i dati di monitoraggio navale citati da Reuters, si tratta della nave Rich Starry, appartenente all’armatore Shanghai Xuanrun Shipping. È la prima imbarcazione a uscire dall’area dall’inizio delle restrizioni americane.

La petroliera aveva caricato il greggio nel porto di Hamriyah, negli Emirati Arabi Uniti. Intanto un’altra nave, la Murlikishan, anch’essa colpita da sanzioni statunitensi per il trasporto di petrolio russo e iraniano, è entrata nello stretto e dovrebbe rifornirsi in Iraq nei prossimi giorni.

La petroliera cinese attraversa lo Stretto di Hormuz dopo il blocco Usa
La petroliera cinese attraversa lo Stretto di Hormuz dopo il blocco Usa

Il rappresentante iraniano alle Nazioni Unite, Saeed Iravani, ha definito il blocco marittimo statunitense una «violazione della sovranità nazionale» e del diritto internazionale.

In una lettera inviata al segretario generale Antonio Guterres, l’Iran accusa gli Stati Uniti di minacciare la sicurezza internazionale e di aggravare una situazione già instabile.

Teheran ha inoltre chiesto ai Paesi della regione che ospitano basi americane – tra cui Bahrein, Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti – di interrompere ogni collaborazione e risarcire i danni subiti.

Diplomazia

Sul fronte diplomatico, la posizione degli Stati Uniti resta rigida. Il vicepresidente JD Vance ha ribadito che Washington pretende il pieno controllo sul materiale nucleare iraniano. «Vogliamo che l’uranio arricchito esca completamente dal Paese», ha dichiarato in un’intervista a Fox News, sottolineando la necessità di meccanismi di verifica per impedire a Teheran di riprendere in futuro l’arricchimento.

Secondo Vance, non bastano le dichiarazioni iraniane: servono garanzie concrete per evitare lo sviluppo di armi nucleari.

Nuovi negoziati

Dopo il fallimento dei negoziati dello scorso fine settimana, il Pakistan ha proposto di ospitare un nuovo ciclo di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad. Secondo fonti diplomatiche, i primi incontri – pur senza risultati concreti – fanno parte di un processo negoziale più ampio e non rappresentano un tentativo isolato.

Il piano della Cina

Nel frattempo, la Xi Jinping ha avanzato una proposta in quattro punti per favorire stabilità e pace in Medio Oriente.

Il piano si basa su quattro principi: coesistenza pacifica, rispetto della sovranità nazionale, centralità del diritto internazionale e equilibrio tra sviluppo e sicurezza. Pechino ha ribadito l’intenzione di svolgere un ruolo «costruttivo» nella regione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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