Cronaca

«Sono stato un violento»: il racconto dopo la condanna

Marco Papetti
L’associazione Il cerchio degli uomini punta alla rieducazione di uomini violenti attraverso dialogo e confronto: l’intervista di Nunzia Vallini a uno degli utenti, condannato per maltrattamenti sulla compagna
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Violenza di genere, l'intervista di Nunzia Vallini a un utente del Cerchio degli uomini
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Per prevenire la violenza di genere esistono realtà pensate per gli uomini: uomini che hanno esercitato violenza contro una donna o che si sono accorti di aver messo in atto comportamenti aggressivi e cercano supporto per eliminarli. A Brescia se ne occupa l’associazione Il cerchio degli uomini: il fine è la rieducazione attraverso il dialogo e il confronto, per spegnere intenzioni violente reali o potenziali e liberarsi dalla cultura del possesso e del controllo.

Uomini violenti

Durante l’evento a San Barnaba di ieri dedicato al contrasto alla violenza di genere è stato proiettato il video di un’intervista condotta dalla direttrice del Giornale di Brescia, Nunzia Vallini, a uno dei frequentatori dell’associazione, di cui è stato garantito l’anonimato. Si tratta di un uomo condannato con la condizionale a un anno e quattro mesi per violenza sulla compagna. La frequentazione dell’associazione è parte del percorso rieducativo dell’uomo, che ha detto di aver accettato di rivolgersi al Cerchio degli uomini spinto dall’«umiliazione» per aver compiuto atti frutto «di un lato di me che non conosco», ha detto.

«Ho cercato di capire cos’è successo, sono arrivato al Cerchio degli uomini attraverso uno psicologo», ha aggiunto. L’esperienza di confronto nell’associazione è fatta anche di confronti con gli altri uomini che partecipano alle sedute. Posto che nessuna giustificazione può esserci della violenza, l’uomo nel suo caso la riconduce a «scarsa autostima» e al fatto di «non fidarsi di sé stesso». A un ragazzo che provi intenzioni violente l’uomo ha consigliato «di parlare con qualcuno che lo sappia ascoltare».

Lo psicoterapeuta

Il presidente dell’associazione Il cerchio degli uomini è lo psicoterapeuta Bruno Barbieri: «Ci sono anche molte persone giovani che vengono al centro – ha raccontato –. Prima venivano da noi solo uomini condannati, mentre ora c’è anche chi viene di propria spontanea volontà. Il percorso che facciamo è stringente: li mettiamo di fronte alle loro responsabilità. Ci sono infine anche persone che dopo che hanno finito il percorso da noi si fermano e restano nell’associazione come testimoni».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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