Tra gli ultimi super-ricercati anche chi sequestrò Soffiantini

Il sardo Attilio Cubeddu, nome storico dell'Anonima sequestri, è rimasto legato al rapimento dell'imprenditore di Manerbio nel 1997
Cubeddu subito dopo l'arresto nel marzo 1984
Cubeddu subito dopo l'arresto nel marzo 1984
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Il sardo Attilio Cubeddu, nome storico dell'Anonima sequestri, fuggito dal carcere nel 1997. Il killer di Cosa Nostra Giovanni Motisi, fedelissimo di Totò Riina e ricercato dal 1998. Il napoletano Renato Cinquegranella di cui si sono perse le tracce nel 2002.

Dopo l’arresto del boss di Camorra Roberto Mazzarella, restano tre i nomi inseriti nel Programma speciale di ricerca dei latitanti di massima pericolosità. Sulle loro tracce è al lavoro il Gruppo Interforze Integrato (Giirl), incardinato presso la Direzione Centrale della Polizia criminale.

Classe 1947, nato il 2 marzo ad Arzana, nel nuorese, il nome di Attilio Cubeddu è rimasto legato al rapimento dell'imprenditore di Manerbio Giuseppe Soffiantini, commesso durante i primi anni di latitanza. Cubeddu era in carcere, ma nel 1997 non ha fatto rientro al termine di un permesso.

È nato invece a Palermo il giorno di capodanno del 1959 Giovanni Motisi, «sicario di fiducia» di Totò Riina. Secondo il pentito Francesco Paolo Anzelmo, era nel commando che aprì il fuoco il 6 agosto 1985 sul vice questore Ninni Cassarà, capo della sezione investigativa della squadra mobile di Palermo. C'è poi Renato Cinquegranella, nato a Napoli il 15 maggio del 1949: è ricercato dal 2002 per associazione a delinquere di tipo mafioso, detenzione e porto illegale di armi, estorsione.

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