Cronaca

Valcamonica, il gran caldo che non c’è «congela» consumi e turismo

Da qualche giorno la zona si è riempita anche per merito delle seconde case, ma un calo di presenze è innegabile
Ponte di Legno
Ponte di Legno

Un po’ di calo nelle presenze e nei consumi c’è tutto, anche in montagna, anche dove negli ultimi tempi si spinge tantissimo, come in alta Vallecamonica. Da una parte il meteo, che aveva fatto sognare a inizio stagione – con il gran caldo sopra i 35 gradi, che aveva fatto scappare molti dalle città roventi alla ricerca del fresco tra i monti – ma che poi ha tradito tutte quante le aspettative, con settimane di pioggia, freddo e addirittura la neve, scesa più volte in quota tra fine luglio e inizio a agosto. Per qualcuno, la contrazione su luglio sarebbe tra il 20 e il 30 per cento. E dall’altra parte la ritrosia degli italiani nello spendere, dopo gli anni post Covid passati a «non badare a spese».

Più italiani e local

Il mercato estivo della montagna camuna si basa quasi esclusivamente sui turisti di prossimità, e comunque sul mercato italiano con stranieri non troppo numerosi, se non qualche famiglia e gruppi di motociclisti. L’alta Vallecamonica, c’è da dirlo, da qualche giorno si è riempita e così sarà fin verso fine mese. Merito delle seconde case, che garantiscono sempre un posto assicurato anche senza spendere moltissimo (gli alberghi, tra Ponte, Temù e Vezza non sono tantissimi).

Si torna alla normalità

La ricettività alberghiera soffre ancora qualcosina, ma nell’ordine del dieci per cento in meno rispetto al passato, mentre la ristorazione pare tenere ancora molto bene. «Il calo c’è, come ovunque d’altronde, lo sentono anche le località di mare e le città d’arte – commenta Marco Bulferetti di Bulferetti Group –, perché i consumi si sono un po’ ridotti, ma ci sta dopo quattro anni con il piede sull’acceleratore senza badare a spese. Si torna un po’ alla normalità. Credo che faccia parte di un momento, non sarà definitivo, anche perché sul territorio ci sono tanti progetti nuovi, come la ciclabile e gli eventi, che aiutano molto. In questi anni – conclude l’imprenditore – la montagna come destinazione si è davvero riqualificata. Un po’ di contrazione c’è, ma non è un dramma».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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turismo

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