Tagli alle strade provinciali: il governo rassicura, ma restano i dubbi

Il tema è importante. La questione è sentita. Il taglio del governo ai fondi per la manutenzione delle strade provinciali ha aperto l’ennesimo dibattito legato alle risorse a disposizione degli enti. Parliamo di 1,7 miliardi in meno a livello nazionale e più di 3 milioni di euro tolti dalla disponibilità del Broletto. Si passerebbe così da 4,2 milioni di euro a un milione e 200mila euro per le strade bresciane.
La faccenda, logicamente, ha fatto capolino anche nell’ultima seduta del Consiglio provinciale grazie a un’interrogazione del consigliere Pd Maurizio Libretti. «La viabilità provinciale è già in sofferenza – ha detto –. Non è ancora stata indicata dal governo la ragione che ha portato a questa riduzione. Sembrerebbe però che la decisione sia stata presa perché a Roma c’è il sospetto che le Province non sappiamo come spendere queste risorse».
Possibilità
Nel rispondere, il presidente Emanuele Moraschini ha ripreso la dichiarazione del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, intervenuto due giorni fa nel corso di un question time in commissione Ambiente alla Camera. «Il Mit nel segno della responsabilità e dell'efficienza, ha introdotto un nuovo modello basato sulla rendicontazione reale degli interventi – ha spiegato Rixi –. Siamo pronti a verificare forme di reintegro dei finanziamenti per il 2025 e 2026, per garantire gli impegni fin qui sottoscritti e gli eventuali fabbisogni. Il nostro obiettivo è chiaro: tenere aperti tutti i cantieri, sia per la manutenzione delle infrastrutture esistenti che per la realizzazione delle grandi opere strategiche. A breve sarà definita la data di un incontro con l'Unione province italiane e con l’Associazione nazionale comuni italiani per definire insieme nuovi criteri di assegnazione e rafforzare la collaborazione istituzionale»
Rassicurazione
Moraschini ha preso la palla al balzo. «C’è questa rassicurazione da parte del governo – ha sottolineato –. Attualmente non è previsto nessun taglio ai lavori che dovranno essere effettuati in provincia. Piuttosto c’è da interrogarsi sul perché il nostro ente abbia utilizzato sempre e solo fondi dello Stato per gli interventi. Si deve ragionare per riuscire a far tornare efficiente questa macchina amministrativa».
Una riflessione che è stata condivisa dal consigliere delegato alle Strade Paolo Fontana, di Forza Italia. «Dobbiamo capire che ruolo si vuole dare alle Province: è un ragionamento che va fatto con Roma, perché è importante rimediare agli errori del passato, come la legge Delrio, per dare risposte incisive sul territorio».
La risposta del presidente Moraschini non ha soddisfatto il consigliere Libretti. Così come la risposta di Rixi non aveva soddisfatto il deputato bresciano Gian Antonio Girelli. «Nella risposta ministeriale non vi è traccia di alcuna smentita concreta rispetto ai numeri riportati – ha evidenziato –. Si ammette candidamente che “i fondi verranno rimodulati” sulla base della scarsa capacità di spesa degli enti territoriali. Un’affermazione inaccettabile che, oltre a scaricare la colpa sulle Province, evita di assumersi ogni responsabilità per il mancato supporto e coordinamento istituzionale garantito negli anni».
E poi ancora sulla possibilità che i trasferimenti finiscano nel ponte sullo stretto. «Mentre si tagliano i fondi per mettere in sicurezza ponti esistenti, si stanziano miliardi per costruirne uno nuovo, di dubbia utilità.
Altre risorse
In attesa di capire se i trasferimenti dal governo verranno tagliati o meno, la Provincia si è mossa per guadagnare alcune risorse. Attraverso una «pulizia di bilancio» il Broletto ha recuperato 3,3 milioni di euro. Di questi, 3 milioni potranno essere utilizzati per il settore strade, mentre gli altri 300mila euro per ora non verranno toccati, in attesa della conclusione delle verifiche da parte degli uffici competenti in merito alla corretta quantificazione delle somme ancora devolvibili.
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