Cronaca

Comics in gara alla Game Jam: in 48 ore nasce un gioco di carte

Studenti bresciani alla sfida mondiale: la loro creatività dà vita a «Masker(one)»
Marco Papetti
Gli studenti della Scuola di Comics di Brescia che hanno partecipato alla «Global Game Jam» 2026 © www.giornaledibrescia.it
Gli studenti della Scuola di Comics di Brescia che hanno partecipato alla «Global Game Jam» 2026 © www.giornaledibrescia.it

Quarantotto ore per ideare un gioco da tavolo. In una competizione che mette alla prova artisti di tutto il mondo. È la sfida in cui si sono cimentati una trentina di studenti della Scuola internazionale di comics di Brescia, che anche quest’anno ha partecipato alla «Global game jam», un evento mondiale dedicato allo sviluppo di videogiochi e giochi da tavolo.

Maratona di creatività

La modalità è quella «hackathon»: una maratona di creatività in cui si uniscono gli ingegni per realizzare un prodotto inedito nel giro di pochi giorni.

La Scuola Comics di Brescia si è cimentata nell’ideazione di un mazzo di carte, ispirato alla figura della maschera, il tema dell’edizione. Il risultato è stato «Masker(one)», un gioco ispirato a un volto apotropaico (che ha cioè la funzione di scacciare gli influssi maligni da un luogo) scolpito sopra il portone d’ingresso della scuola, in corso Matteotti 54.

Alla «Global game jam» 2026 hanno preso parte migliaia di creativi in tutto il mondo in centinaia di sedi. In Italia oltre a Brescia hanno partecipato altre 24 realtà. Si tratta di una vera e propria sfida, in cui alla fine verrà premiato il lavoro migliore.

«Masker(one)»

Le carte di «Masker(one)» © www.giornaledibrescia.it
Le carte di «Masker(one)» © www.giornaledibrescia.it

Ma come è fatto «Masker(one)», il gioco ideato nella scuola bresciana? Dal punto di vista grafico «si sviluppa a partire da tre carte, che rappresentano le parti di un’unica maschera - ha spiegato Roberto, uno dei creativi della jam -. Abbiamo sviluppato tante versioni diverse della maschera, tutte combinabili tra di loro. C’è stata piena di libertà di interpretazione».

E come funziona? «Lo scopo del gioco è completare queste figure di mascheroni con tutti e tre i pezzi che li compongono - racconta Noemi -. Le carte hanno diverso disegno e colore e si possono mischiare tra loro. Per rendere il gioco più dinamico ci sono anche carte azione, abilità e obiettivo».

La sfida

I ragazzi e le ragazze sono stati seguiti da Alessandro Muscillo, coordinatore di concept art della Scuola Comics, e da Adriana Riccardi. Tutti e due fanno parte di «Quaglia game», una start up che si occupa di curare il design di giochi in scatola. I materiali su cui realizzare il gioco sono stati forniti da Tambù, casa editrice di giochi da tavolo.

La progettazione del gioco © www.giornaledibrescia.it
La progettazione del gioco © www.giornaledibrescia.it

Le probabilità che il gioco venga commercializzato dipendono anche dall’esito della sfida: «La jam è talmente estesa e i numeri sono talmente alti a livello mondiale che vincere uno dei premi è quasi una lotteria - ha spiegato Muscillo -. Noi però abbiamo sempre avuto come obiettivo creare qualcosa di esteticamente bello, una cosa che ci caratterizza da sempre».

I mascheroni del gioco di carte realizzato alla jam saranno uno dei biglietti da visita della Scuola Comics sabato prossimo, 7 febbraio, in occasione dell’open day dell’istituto. La partecipazione è su iscrizione con prenotazione sul sito web della scuola.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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