Rapinato di un orologio da 15mila euro, assolta sex worker bresciana

L’accusa era quella di aver sfilato dal polso di un uomo un orologio da 15mila euro. Imputata, una sex worker bresciana di 31 anni. Che è stata assolta.
La vicenda risale al 14 giugno 2023, in un distributore di carburante nella zona di San Massimo, a Verona. Secondo quanto denunciato dall’automobilista, mentre si trovava a fare rifornimento sarebbe stato avvicinato da una prostituta che, dopo un breve approccio, gli avrebbe strappato dal polso un orologio Patek Philippe in oro, per poi minacciarlo.
L’uomo si era allontanato in auto e aveva chiamato le forze dell’ordine. Poco dopo una donna, ritenuta compatibile con la descrizione fornita, era stata fermata, ma l’orologio non è mai stato trovato.
Nel corso del processo sono emerse diverse zone d’ombra nella ricostruzione dei fatti. Il giudice ha evidenziato come l’episodio si sia svolto in pochi minuti e in orario notturno, «in condizioni tali da rendere difficile una corretta identificazione». La descrizione fornita dalla persona offesa è stata ritenuta «generica e priva di elementi realmente individualizzanti».
In aula, inoltre, lo stesso automobilista rapinato non è riuscito a riconoscere con certezza l’imputata, difesa dall’avvocato Stefano Afrune, arrivando a dichiarare che avrebbe potuto confonderla con un’altra donna presente quella sera.
Anche le telecamere di videosorveglianza presenti nell’area di servizio non hanno fornito riscontri utili, perché non inquadravano la zona in cui sarebbe avvenuto il fatto.
Alla luce di questi elementi e nonostante la richiesta di cinque anni di carcere avanzata dal pm, il Tribunale ha assolto la sex worker bresciana «per non aver commesso il fatto», rigettando anche le richieste di risarcimento avanzate dalla parte civile.
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