Cronaca

Processo Strage: Vinciguerra si presenta, ma si rifiuta di rispondere

Reoconfesso della strage di Peteano, in cui nel 1972 morirono tre carabinieri e per la quale è stato condannato all’ergastolo, non ha risposto alle domande di giudice e avvocati
Piazza Loggia dopo la strage - Foto © www.giornaledibrescia.it
Piazza Loggia dopo la strage - Foto © www.giornaledibrescia.it
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«Non ho nessun dovere nei confronti di questo Stato e di chiunque lo rappresenti. Non intendo deporre». Chiamato a testimoniare dagli avvocati di parte civile al processo a carico di Roberto Zorzi per la fase esecutiva della strage di piazza della Loggia, Vincenzo Vinciguerra, reoconfesso della strage di Peteano in cui nel 1972 morirono tre carabinieri e per la quale è stato condannato all’ergastolo, ha respinto ogni tentativo del presidente Roberto Spanò e degli avvocati Michele Bontempi e Silvia Guarneri di ottenere da lui risposte.

Il ruolo dei veronesi

In particolare Vinciguerra avrebbe dovuto rispondere circa il ruolo dei veronesi nella strage di piazza Fontana e in quella di piazza della Loggia.

«Non intendo rispondere perché in quell’aula – ha detto in video collegamento dal carcere di Opera – c’è qualcuno che mi ha diffamato definendomi collaboratore di uno Stato terrorista con il quale io non ho avuto nessun rapporto, con il quale io non faccio accordi e al quale io non ho mai chiesto nulla. Tanto più che sono in carcere da 47 anni e non ho mai chiesto nessuno dei benefici che mi spetterebbero».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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