Ponte di Legno, l’hotel Bellavista chiude dopo decenni di storia

Cala il sole su un pezzo significativo della storia turistica e impenditorial-ricettiva dall’alta Valcamonica. La notizia si è diffusa da qualche settimana e il cancello ancora chiuso, nel cuore di Ponte di Legno, è un segnale inequivocabile: lo storico hotel Bellavista, all’ingresso dell’isola pedonale, a pochi metri dall’edificio, ormai al tetto, delle terme, non riaprirà. Né per questa stagione, né per le prossime. Il proprietario Ennio Donati, con la moglie Antonia, che da diversi anni lo affianca nella conduzione, non accoglierà più i turisti, né quelli estivi né gli sciatori.
Agli albori
È stata una decisione sofferta, a lungo meditata e soppesata. La famiglia Donati gestisce la struttura dai primi del Novecento, da quando la nonna di Ennio, Giuseppina Ferrari, avviò con il fratello Pietro il primo albergo a Stadolina. La costruzione originaria esiste ancora, lungo la statale. Durante la guerra l’hotel fu trasformato in un ospedale e quando Giuseppina sposò Giacomo Donati, decisero di trasferirsi a Ponte di Legno, acquistando un terreno per costruire la prima pensione Bellavista, nello stesso luogo in cui oggi si trova l’albergo. Un luogo scelto non a caso, visto che tutti gli immobili oggi presenti non c’erano e dal Bellavista di godeva di un’eccellente panorama sul Castellaccio.

I figli
I due figli della coppia studiano uno turismo, Ennio, e uno enologia, perché Giacomo aveva anche acquistato dei terreni in Franciacorta e nel Conero e produceva vino con una sua etichetta. Ennio ha iniziato a lavorare in albergo da subito e ne ha preso le redini a 21 anni, dopo il servizio militare, quando il papà si è ammalato. E così è stato, d’un fiato, sino a oggi, alla soglia dei sessant’anni. «C’è un velo di tristezza se penso che non vedremo più i nostri clienti – confessa Ennio –, li stiamo contattando tutti per avvertirli. Abbiamo deciso a maggio, dopo l’inverno pensavamo di riaprire. L’hotel non è in vendita, noi abitiamo qui sopra e anche mia mamma, casa e lavoro sono un tutt’uno che non può essere slegato. So che mi mancherà, ma gli ultimi anni sono stati pesanti e questa scelta è serena».
Voltare pagina
Ora Ennio e Antonia si dedicheranno un po’ a loro stessi, si «riapproprieranno di una vita che è sempre stata dei clienti»: d’altronde fare l’albergatore non è una vita facile, si lavora a Natale, Capodanno, Ferragosto («dopo il militare, non ho mai festeggiato il 31 dicembre», ci dice). E poi ci sono nuove idee, progetti: «Si apre nuova pagina della nostra vita», confessa Ennio col suo inconsueto fare pacato, nel quale il Bellavista occuperà una parte importante nel cuore e nei ricordi di tutti (noi compresi).
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